PIETRO CANESIN LASCIA LA CLUENTINA


“Ho bisogno di provare a misurarmi con altre realtà ma a questa società sarò eternamente grato”


Il presidente Marcolini: “Farai sempre parte della nostra storia e della nostra famiglia”


Nel calcio, ad ogni livello, ci sono storie di allenatori che si fondono con quelle delle società.

Da Guy Roux (all’Auxerre dal 1961 al 2005) a Ronnie McFall (Portadown 1986-2016), da Sir Alex Ferguson (Manchester United 1986-2013) ai nostri Guido Baccani (Lazio), Vincenzo Esposito (Prato), Claudio Foscarini (Cittadella) e Giovanni Trapattoni (Juventus), gli allenatori più longevi – ma sarebbe più opportuno definirli i più fedeli – sono stati protagonisti di storie talmente belle ed intense che si fa una fatica enorme nel disgiungerle dai club di appartenenza e, quando si tratta di annunciare un addio, la fatica diviene ancora più pesante.

Facendo le dovute proporzioni, anche la storia intrecciata tra la Cluentina Calcio e Pietro Canesin rientra nel novero delle collaborazioni a lungo termine caratterizzate da profonde amicizie, proficue collaborazioni e successi importanti che, nella fattispecie, si traducono in cinque anni di pur semplici salvezze dirette nel campionato di Promozione che, rapportate alle possibilità del club, equivalgono ad altrettanti campionati vinti.

Dal prossimo anno Pietro Canesin non sarà più l’allenatore della Cluentina: lo ha annunciato congiuntamente al presidente del sodalizio Massimiliano Marcolini spiegando con dovizia di particolari i motivi di tale dolorosa scelta: “in tutto questo tempo ho accumulato circa duecento panchine, tre quarti delle quali vissute con la Cluentina: è giunto il momento di capire chi sono e quanto valgo fuori da questo contesto. E’ un po’ come tuffarsi in un mare aperto per vedere se sono capace di nuotare dato che, fino a questo momento, ho vissuto in una sorta di paradiso calcistico all’interno del quale ho avuto anche e soprattutto la possibilità di sbagliare e, ad un tempo, di correggere i miei stessi errori. Sono cresciuto grazie a questo clima contrassegnato costantemente dalla stima e dalla fiducia, ma oggi sento che è arrivato il momento di mettermi alla prova con altre esperienze per crescere ancora di più”.

Canesin tiene a precisare che non è stato ancora contattato da nessun’altra squadra: “all’orizzonte non c’è assolutamente nulla e la scelta dunque prescinde da qualsivoglia opportunità: è una decisione tutta personale, la Cluentina non c’entra, anzi: qui, pur non avendo vinto mai nulla, ho ricevuto tantissimo e posso dire, senza ombra di dubbio, che sarò eternamente grato alla società per avermi permesso di fare ciò che mi piace nel miglior modo possibile. Quanto mi è stato dato sul piano umano è infinitamente più grande di quanto io abbia potuto dare sul piano tecnico”. Anche il presidente Massimiliano Marcolini, pur visibilmente dispiaciuto, tiene a sottolineare l’importanza del percorso fatto insieme al mister: “abbiamo incontrato Pietro nel 2018 quando, dopo aver giocato a lungo nella Cluentina, era diventato l’allenatore del Montelupone: rimanemmo estasiati di fronte a ciò che aveva costruito con quella squadra e decidemmo di provare a portarlo con noi. Nacque un feeling incredibile perché interpretavamo il calcio alla stessa maniera: armonia nello spogliatoio, novità tattiche e gruppo straordinariamente coeso. Il resto è storia e Canesin ha saputo dare alla Cluentina molto di più di ciò che gli era stato chiesto: ci ha dato identità calcistica, uno stile distinguibile, un bel gioco all’interno di un contesto caratterizzato da una vera e propria fratellanza. Rimarrà sempre uno di noi, farà sempre parte della nostra storia e della nostra famiglia: gli auguriamo il meglio e speriamo di vederlo quanto prima tra i professionisti perché è lì che merita di stare”.

CLUENTINA, LA SCONFITTA PIU’ DOLCE

Biancorossi battuti dall’Aurora Treia ma ugualmente salvi: è festa ancora una volta



  • Guarda che la Sangiorgese sta vincendo due a zero con il Rapagnano. E da Appignano non arriva ancora nessuna notizia.
  • Non ci contare, vedrai che alla fine il Rapagnano vincerà per tre a due. Dobbiamo pareggiarla assolutamente.
  • Hai ragione, è già due a uno. Anzi, addirittura due pari.
  • Sangiorgese di nuovo in vantaggio!
  • Mmmh…
  • Hanno fatto il quarto!
  • Dall’applicazione risulta addirittura trenta a ventinove! C’è qualcuno che sta giocando…
  • Chiamo il collega di Porto San Giorgio, aspetta. Pronto, Gabriele? È tutto vero? Sì, è tutto vero. E sono addirittura cinque!
  • Sì ma se vince l’Appignanese saranno play-out comunque…
  • Ha segnato il Potenza Picena!!!
  • Sicuro?
  • Credo di sì, aspetta che provo a chiamare….

I ragazzi, stremati, sono oltre la rete che aspettano i risultati finali.

Sui loro volti un misto di amarezza e rassegnazione per una partita non giocata malissimo ma neppure troppo bene. Nessuno di loro immagina che quella strana, incredibile sequenza di risultati favorevoli stia insperatamente regalando una salvezza che potevano raggiungere sul campo, con un semplice pareggio.

Già, un pareggio.

Come se fosse facile pareggiare contro un avversario sulla carta più forte ma inspiegabilmente penultimo in classifica.

Contro un avversario che tira tre volte in porta e segna due reti.

Contro un avversario che è mosso dalla forza della disperazione e che, forse proprio per questo, sembra aver protetto la sua dannatissima porta con una sorta di campo magnetico che respinge, una ad una, le mille conclusioni effettuate in oltre novantacinque minuti.

La Sangiorgese ha vinto, questo è certo.

Rapagnano si ferma a venticinque punti, dieci sotto di noi.

Ma l’Appignanese?

Se vince è sopra e lo spareggio ci tocca farlo proprio contro l’Aurora.

Non vince, anzi perde addirittura.

Ma il finale non arriva e si resta lì, in trepidante attesa, con gli occhi sul telefono ad aggiornare la pagina ogni secondo.

Il fischio finale di Appignano ci sembra quasi di sentirlo ma è solo un’illusione.

Poi finalmente arriva questo maledetto fischio, questo maledetto Godot che sarebbe dovuto arrivare da settimane e che, ogni volta, ci dicevano che sarebbe arrivato il sabato successivo.

Abbiamo vissuto esattamente come Vladimiro ed Estragone, i personaggi dell’opera teatrale di Beckett costruita intorno alla condizione dell’attesa e della crescente disperazione.

Tanto che quasi non riusciamo a crederci e, con noi, i ragazzi i cui volti impiegano tanto, troppo tempo a distendersi e la loro espressione passa dalla paura alla gioia solo molto lentamente, quasi come se il regalo confezionato da Potenza Picena e Sangiorgese fosse troppo bello per essere destinato a loro.

Ma, va detto, la salvezza è stata costruita altrove e, se non fosse arrivata, sarebbe stato un autentico delitto.

Questa consapevolezza cresce secondo dopo secondo e l’amarezza per il risultato negativo cede il passo alla gioia, ai gavettoni, agli scherzi, ai cori tra i quali spicca una Maledetta primavera cantata perfettamente nella altissima tonalità originale.

Ognuno ha il proprio Godot personale abbracciato a sé che, da odioso essere immaginario, è diventato un uomo in carne ed ossa con la divisa biancorossa e i capelli bagnati dallo spumante e dai gavettoni.

Vai, Cluentina, puoi festeggiare ancora il tuo ennesimo, piccolo miracolo.

Sappi che lo hai costruito lentamente e con pieno merito: la sconfitta di oggi non conta e non può offuscare nove mesi di duro lavoro e di sacrifici.

Sappi, infine, che domani non sarà celebrato dai quotidiani con le pagine rosa: quelli sono riservati agli squadroni miliardari che non sanno e non sapranno mai che la felicità vera si raggiunge nei campi polverosi della provincia bagnati dal sudore della gente più umile e, proprio per questo, più vera.

Vogliamo parlare della partita?

Sì ma solo per la cronaca e per rendere completo il resoconto di questa stagione.

Come dire: abbiamo fatto ventinove, facciamo anche trenta.

Chi si aspettava una Cluentina attendista e chiusa nella propria metà campo ha dovuto ricredersi in fretta poiché, pur di fronte ad un avversario che ha iniziato con tanta determinazione, ha costruito le palle-gol più importanti della gara.

Dopo le proteste dei locali per un presunto fallo di mano in area di Andrea Mancini (2’), è proprio l’undici di Canesin a rendersi pericoloso con una ripartenza che libera Ribichini la cui conclusione in piena area di rigore è respinta affannosamente da Frascarelli (4’); tre minuti più tardi un meraviglioso lancio di Mancini libera ancora il centravanti biancorosso, nuova conclusione e nuova affannosa respinta del portiere; al 17’ tocca a Mongiello pescare “Furia” in area che, ostacolato da Armellini, cade fin troppo platealmente: simulazione e conseguente cartellino giallo.

Poi l’equilibrio si spezza grazie all’ennesima (potentissima) rimessa laterale con palla scagliata direttamente in area di rigore, difesa ospite che spazza via, Acciarresi raccoglie e crossa per Andreucci che – tutto solo e in sospetta posizione di fuorigioco – insacca di testa (34’).

Nella fase iniziale del secondo tempo la Cluentina riprende in mano le redini del gioco e costruisce un’altra nitida occasione per agguantare il meritato pareggio: Mancini lancia ancora Ribichini che, defilato alla sinistra di Frascarelli, colpisce il palo esterno (50’).

Al 54’ arriva la beffa, inevitabilmente su ripartenza: un rilancio della difesa trova Ferreyra libero sulla fascia destra che supera Foglia e si invola verso la porta quindi lascia partire un fendente ad incrociare sul quale Rocchi non riesce ad opporsi.

Canesin, a questo punto, è costretto a giocarsi tutte le carte a disposizione: fuori Foglia e Montecchiari, dentro Scoccia e Cappelletti (56’) quindi Trobbiani al posto di Salvati (65’) e, ancora, fuori Pagliarini per Cammertoni che, al minuto 83’, impensierisce seriamente Frascarelli con un destro potentissimo dalla distanza.

È l’ultima occasione della partita: le notizie più importanti arriveranno da Porto San Giorgio e da Appignano e saranno, finalmente, notizie bellissime. 

Si festeggia insieme all’avversario che ha raggiunto uno spareggio che lascia aperta una concreta possibilità di salvezza. Mister Marco Moretti maledice una rosa troppo corta che ha decisamente penalizzato l’Aurora: quando abbiamo la squadra al completo noi siamo quelli di oggi. A dicembre i ranghi sono stati ridimensionati poi gli infortuni e le squalifiche hanno fatto il resto e l’età media della squadra – che è giovanissima e piena zeppa di under – ci fa peccare di emotività. Abbiamo disputato una grande partita sorretti da un tifo straordinario, ci aspettano due settimane di lavoro poi ci andremo a giocare la permanenza in Promozione con la stessa determinazione che abbiamo fatto vedere in questi novanta minuti.

Ci avviciniamo al presidente della Cluentina Massimiliano Marcolini, pesantemente provato dallo stress di questo finale di stagione pirotecnico: la squadra che ha iniziato la preparazione ad agosto è profondamente diversa da quella attuale: siamo cresciuti, abbiamo fatto esperienza, i giovani hanno vissuto una stagione intensa che li ha fatti crescere e maturare: tutto è andato come da programma e, mattone dopo mattone, abbiamo costruito una salvezza che è ampiamente meritata. Dopo i festeggiamenti, come intende procedere la società, quali saranno i programmi per il futuro? La scorsa estate abbiamo deciso di puntare su una rosa giovane per farla crescere e, con essa, crescere anche noi: l’obiettivo è sempre quello di provare a far meglio, tirare una linea, capire chi è cresciuto e chi non lo è, quindi continuare con la stessa filosofia e provare, il prossimo anno, a raggiungere la salvezza senza aspettare l’ultima giornata.

La coppia di vicepresidenti della Cluentina non si discosta dall’analisi di Marcolini: Stefano Foresi è provato ma euforico: meritiamo la permanenza in Promozione grazie soprattutto allo splendido girone di andata mentre, nel ritorno, probabilmente abbiamo pagato a caro prezzo la convinzione di essere già salvi e abbiamo raccolto meno punti. Il protagonista principale di questo successo è Pietro Canesin che ha fatto un lavoro straordinario soprattutto con i giovani raggiungendo un obiettivo che pochi, all’inizio della stagione, ci accreditavano come raggiungibile. Grazie a tutti, grazie ai ragazzi, grazie alla società, il mio primo anno da vicepresidente è stato straordinario e si è concluso nel migliore dei modi grazie al lavoro collegiale di tutti. Sono commosso.

Paolo Cerquetta: ci prendiamo il risultato complessivo perché è quello che conta. La partita di oggi non è stata bellissima ma è anche vero che abbiamo subìto due gol con due tiri in porta e la parte finale della gara non fa testo perché eravamo tutti sbilanciati in avanti alla ricerca del pareggio. È importante piuttosto aver raggiunto una maturità complessiva a livello di squadra e di dirigenza con un legame che si è fatto ancora più stretto e proficuo. Siamo una squadra sotto ogni punto di vista, un gruppo di amici che si divertono a stare insieme e che, proprio per questo, raggiungono risultati importanti come questa ennesima salvezza.

Mister Pietro Canesin: gara simile a quella con il Corridonia: un gol da una rimessa laterale e un altro, molto bello, da una ripartenza. Per il resto abbiamo tirato tante volte in porta e non ci capita tutti i giorni. Poi è ovvio che la partita passerà in secondo piano rispetto alla salvezza e non la ricorderà nessuno. Al di là dei valori, meritavamo una classifica diversa perché il campo, ad eccezione delle ultime gare, aveva detto altre cose: non va dimenticato tutto ciò che abbiamo fatto in questa stagione. Oggi, ad esempio, i valori erano completamente diversi se guardiamo alla qualità delle loro risorse individuali eppure erano proprio loro a doversi attaccare ad una vittoria non per salvarsi direttamente, ma per poter disputare i play out. Basta leggere le rose dei giocatori scesi in campo per capire la portata della nostra impresa. Oltre a ciò, mister, conta anche l’atteggiamento: non siamo mai scesi in campo per pareggiare ma sempre per vincere: è vero e lo rivendico con forza. Non lo abbiamo fatto oggi così come non lo abbiamo fatto con il Castelfidardo o il Porto Sant’Elpidio perché è questa la strada che fa crescere i giocatori, il sottoscritto e la società: non ci dobbiamo mai snaturare né abdicare rispetto alla nostra mentalità e, se in questi anni siamo riusciti sempre a salvarci senza far ricorso agli spareggi, è merito proprio di questa mentalità propositiva e mai rinunciataria.

A chi dedichiamo questa salvezza?

A tutto l’ambiente perché lo meritiamo. E adesso tutti a festeggiare. (Matteo Salvati).

In primis alla mia famiglia perché mi ha sempre supportato. Mio padre in particolar modo perché da quando ho iniziato a giocare non ha mai perso una mia partita e mi ha accompagnato ovunque. (Pierpaolo Giaconi).

A tutti, a tutti coloro che mi sono stati vicini perché è un traguardo troppo importante. Con un pensiero particolare a babbo e mamma. (Marco Rocchi).

A tutta la squadra, ad Aquinati prima di tutto e alla mia fidanzata Linda ma anche a Giaconi, alla mia famiglia e a tutti coloro che mi vogliono bene. (Tommaso Ponzelli).

Come sempre alla famiglia con un pensiero particolare a nonna Mena. Poi a tutti i compagni e ai dirigenti che lavorano con tanto impegno dietro le quinte. Oltre, ovviamente, ai ragazzi di Beata Corte (su suggerimento di Salvati). (Marco Menghini).

Alla famiglia, alla squadra, al mister perché, in tempi non sospetti, mi ha fatto tornare la voglia di continuare a giocare a calcio. (Matteo Scoccia).

A tutti noi perché lo meritiamo e a tutti coloro che sono stati protagonisti del video motivazionale che ci avete fatto vedere prima della partita: un’idea magnifica. (Davide Marcantoni).

Naturalmente alla famiglia e ai miei fantastici compagni che, in ogni momento, ti dedicano una parola di incoraggiamento, al mister, alla società e ai bambini che alleno che mi riempiono di soddisfazione e sono i nostri primi tifosi. (Tommaso Montecchiari).

Alla mia famiglia e a tutti i compagni perché, nonostante i momenti di difficoltà, siamo sempre un gruppo straordinariamente compatto. (Riccardo Ricotta).

A tutti i miei familiari, a chi mi è stato più vicino in questa stagione (non faccio nomi, chi sa, sa), alla squadra, al mister e alla società. (Alessandro Mongiello).

A mia figlia, alla mia famiglia, al mister e a tutti i compagni perché non siamo una squadra ma una famiglia vera e propria. (Michele Pagliarini).

Decisamente alla squadra perché lottiamo da otto mesi senza mollare mai. (Riccardo Marini).

Alla Cluentina perché sono stati cinque anni meravigliosi, a tutti i compagni perché sono stati sempre una famiglia, al mister per tanti motivi, a mia moglie e a mio figlio. (Lorenzo Foglia).

A tutta la squadra e, in particolare, ai miei eroici compagni di reparto. (Alessio Brandi).

A Ponzelli e a tutta la Cluentina, è stata un’annata bellissima. (Leandro Torresi).

A babbo, a mamma e a Cecilia. (Andrea Mancini).

Alla società e a tutte le persone che hanno creduto in noi e ci vogliono bene. (Billy Cammertoni).

Al mio gatto…no, scherzo! Alla società che non ci ha fatto mancare nulla! (Mattia Ribichini).

A tutta la mia famiglia e a questo fantastico gruppo che non mi ha mai fatto mancare niente. (Riccardo Cappelletti).

Agli amici, alla famiglia, al mister e a tutti i compagni di squadra che ringrazio per il costante supporto. (Lorenzo Mogetta).

A coloro che ci sono stati vicini in questo anno difficile e duro e… basta perché staco ‘mbriaco! (Tommaso Trobbiani).

Infine, a chi dedica la salvezza il vostro umile cronista? A voi, ragazzi. E grazie per le mille emozioni che mi avete regalato. Con un abbraccio particolare a Pierfrancesco Zampi e a Leonardo Matano senza i quali questa avventura non sarebbe stata neppure immaginabile. (Alessandro Savi).

IL TABELLINO DELLA GARA

AURORA TREIA – CLUENTINA 2-0

AURORA TREIA: Frascarelli, Armellini (56’ Marchetti), Acciarresi, Petruzzelli (93’ Vicomandi), Cervigni, Palazzetti, Massini, Ghannaoui, Ferreyra (79’ Cela), Pucci, Andreucci (85’ Capradossi)

Allenatore: Marco Moretti

CLUENTINA: Rocchi, Pagliarini (75’ Cammertoni), Giaconi, Marcantoni, Menghini, Foglia (56’ Scoccia), Mongiello, Montecchiari (56’ Cappelletti), Ribichini, A. Mancini, Salvati (65’ Trobbiani)

Allenatore: Pietro Canesin

MARCATORI: 34’ Andreucci, 54’ Ferreyra

ARBITRO: Gianluca Cacchiarelli (San Benedetto del Tronto)

ASSISTENTI: Francesco Bilò (Ancona), Aniello Sorrentino (San Benedetto del Tronto)

SPETTATORI: circa 250

Alessandro Savi

SPROFONDO BIANCOROSSO

Contro il Corridonia arriva l’ennesima sconfitta casalinga: adesso la salvezza è a rischio


Alessandro Mongiello, uno dei migliori in campo

Peggio di così non poteva andare: insieme alla sconfitta arrivano infatti la vittoria della Palmense e i pareggi di tutte le altre squadre coinvolte nella zona calda della classifica che oggi vede un gruppone di ben quattro compagini appaiate a 35 punti: Porto Sant’Elpidio, Elpidiense Cascinare, Palmense e, appunto, Cluentina.

Una di queste ha molte probabilità di disputare i play-out a meno che proprio i biancorossi non riusciranno a battere l’Aurora Treia sabato prossimo, risultato che metterebbe tutto il gruppo in salvo a meno che l’Appignanese non riesca a superare in casa il Potenza Picena facendo così un bel salto in classifica e rimescolando tutte le carte.

Per quanto ci riguarda, un pareggio sarebbe sufficiente ad evitare gli spareggi considerato il vantaggio negli scontri diretti nei confronti dell’Appignanese e della Palmense.

Ma scendere in campo sabato prossimo con questa idea in testa sarebbe oltremodo deleterio giacché l’Aurora Treia, per evitare la retrocessione diretta, ha un solo risultato a disposizione e la forza della disperazione, si sa, centuplica le energie.

Ci vorrà la miglior Cluentina, dunque, e sappiamo che i ragazzi di Canesin hanno tutte le carte in regola per conquistare la sesta vittoria esterna stagionale e, con essa, la salvezza che meritano ampiamente dato che, nel corso dell’intero campionato, la zona play-out è stata “toccata” solo due volte: tra la settima e la nona giornata (sconfitta di Casette Verdini e pareggio interno con il Potenza Picena) e, appunto, oggi dopo lo scivolone interno con il Corridonia.

Gara che è stata molto intensa e appassionante ma, soprattutto, aperta fino all’ultimo dei minuti di recupero concessi dall’incerto arbitro Uncini di Jesi.

La prima mezz’ora è stata caratterizzata da un assoluto equilibrio e, anzi, l’occasione da gol più nitida l’ha avuta proprio la Cluentina con Mongiello, autore di una bella conclusione dal limite dell’area respinta da Mazzocca (13’).

Peccato che poi il Corridonia è protagonista di un uno-due pesantissimo: dapprima Galdenzi raccoglie un cross di Ruzzier e infila Rocchi (28’) poi l’autore del gol ricambia il favore e, in una ripartenza, fornisce un assist perfetto per lo stesso Ruzzier che insacca facilmente (31’) scatenando le proteste vibranti dei locali per una sospetta posizione di fuorigioco non ravvisata da arbitro e assistente.

A completare il dramma sportivo biancorosso ci pensa Brandi che, al 40’, commette un ingenuo fallo di reazione su Mariani: rosso diretto e Cluentina in dieci uomini.

Partita finita? Tutt’altro perché i ragazzi di Canesin giocano bene anche in inferiorità numerica e al 49’ accorciano le distanze grazie ad un rigore trasformato da Andrea Mancini e concesso per una trattenuta di un difensore su Menghini.

Al 57’ Marcantoni non riesce a rinviare un pallone che carambola addosso a Ruzzier il quale lancia ancora volta Galdenzi che, con un fendente da destra a sinistra, supera Rocchi per la terza volta.

Canesin tenta la carta della disperazione ed inserisce tutti gli attaccanti: la mossa raccoglie i suoi frutti perché, pur rischiando moltissimo, la Cluentina occupa stabilmente la metà campo del Corridonia e, al minuto 84’, guadagna il secondo calcio di rigore della giornata concesso per un fallo di mano di Ruzzier: Mongiello dal dischetto riapre nuovamente la gara.

Il finale è un assalto biancorosso alla porta di Mazzocca: al minuto 87’ Menghini pareggia incocciando di testa un cross di Mongiello ma l’arbitro probabilmente vede un fallo dello stesso difensore e fischia un istante prima che la palla entri in rete; in pieno recupero un calcio di punizione di Andrea Mancini viene respinto dal portiere rossoverde, la palla carambola su Roberto Mancini che calcia a rete ma, nuovamente, Mazzocca respinge; palla sull’accorrente Cappelletti che, sbilanciato, riesce solo a colpire di tacco e spedisce la palla sopra la traversa.

Sul successivo rinvio del portiere, l’arbitro decreta la fine di un match che la Cluentina avrebbe meritato quantomeno di pareggiare come, con la sua consueta onestà, ammette lo stesso allenatore rossoverde Giuliano Fondati: ci manca un punto per essere matematicamente certi di disputare i play off, lo cercheremo sabato prossimo contro il Porto Sant’Elpidio se riusciremo a recuperare le energie perché la gara di oggi ce ne ha tolte tante: abbiamo sofferto fino ai gol di Galdenzi e Ruzzier per poi abbassarci di nuovo e consentire alla Cluentina di riaprire la partita nonostante l’inferiorità numerica. Dopo il terzo gol abbiamo nuovamente subìto l’iniziativa dell’avversario, la rete del 2-3 e le occasionissime nel finale a dimostrazione che in questo campo le partite non finiscono mai.

Canesin, per contro, si rammarica delle tante occasioni fallite: peccato perdere una gara giocata bene, una delle migliori della stagione: buone trame, tanta intensità, buon ritmo e diverse opportunità che non siamo stati capaci di concretizzare. Poi, al netto di un arbitraggio imbarazzante, abbiamo commesso l’errore di non restare attaccati alla partita dopo il doppio svantaggio e abbiamo perso la testa regalando all’avversario la superiorità numerica. Inoltre sabato dovremo affrontare la gara della vita senza Brandi, Roberto Mancini e Trobbiani (il centrocampista è uscito alla fine del primo tempo a causa di un nuovo infortunio, ndr) ma, in tutta sincerità, questa situazione da dentro o fuori che si è venuta a creare è tale solo per i nostri demeriti: penso alle gare con Porto Sant’Elpidio e Monticelli che si potevano vincere e non l’abbiamo fatto perché non le abbiamo approcciate con la stessa cattiveria dimostrata oggi. Che tipo di sfida ci aspetta a Treia sabato prossimo? Sono piuttosto sereno perché oggi ho ritrovato la squadra che nelle uscite precedenti temevo di aver perso: se scenderemo in campo con la stessa fame di oggi non avremo alcuna difficoltà. Ovvio che sarà caratterizzata da tanta paura, l’avversario può solo vincere per giocarsi la salvezza ai play-out mentre noi non dovremo giocare per il pareggio ma, al contrario, fare la nostra partita. Alla fine del girone di andata avevamo 22 punti, oggi ne abbiamo 35 dunque ciò significa che abbiamo fatto un girone di ritorno piuttosto simile: 13 punti noi e 12 loro il che significa che entrambe meritiamo di giocarci questa partita in queste condizioni.

IL TABELLINO

CLUENTINA: Rocchi, Pagliarini, Giaconi (60’ Cappelletti), Marcantoni, Menghini, Brandi, Montecchiari (46’ Stacchiotti, 78’ Marini), Trobbiani (45’ A. Mancini), Ribichini (55’ R. Mancini), Mongiello, Salvati.

Allenatore: Pietro Canesin

CORRIDONIA: Mazzocca, Marinelli, Mariani, Cesca, Del Moro, Bigoni, Garbuglia, Piccinini (71’ Marcelletti), Galdenzi (78’ Zazzetti), Ruzzier, Monti (56’ Ciucci).
Allenatore: Giuliano Fondati

ARBITRO: Francesco Uncini (Jesi)
ASSISTENTI: Eriseld Nazeraj (Fermo), Riccardo Massani (Jesi)

MARCATORI: 28’ Galdenzi (CO), 31’ Ruzzier (CO), 49’ A. Mancini (CL, rig.), 57’ Galdenzi (CO), 84’ Mongiello (CL, rig.)

SPETTATORI: circa 200
NOTE: Espulso al 40’ Brandi (CL) per fallo di reazione.

CLUENTINA, RIMANDATO L’APPUNTAMENTO CON LA SALVEZZA

Buona gara contro il Porto Sant’Elpidio ma il pareggio non basta

Canesin: sabato prossimo ci vorrà molta più cattiveria


Marco Menghini tra i migliori in campo

Una buona Cluentina conquista il quinto pareggio casalingo del campionato ma non ancora l’agognata salvezza che, dopo la vittoria di Rapagnano, sembrava quasi cosa fatta: il rischio, a questo punto, è quello di doverla conquistare all’ultima giornata in quel di Treia in una sfida che potrebbe diventare vietata ai deboli di cuore.

In attesa di conoscere il risultato di Trodica – Rapagnano (gara domenicale), se l’Aurora Treia dovesse avere un ritardo inferiore (o recuperabile) ai dieci punti rispetto alla quintultima, l’ultima giornata di campionato risulterebbe decisiva per i passotreiesi al fine evitare la retrocessione diretta che, considerando i loro obiettivi iniziali, risulterebbe una vera e propria tragedia dal punto di vista sportivo.

Ma, prima di Treia, il “Tonino Seri” offrirà l’ennesima occasione di riscatto casalingo ai ragazzi di Canesin: sabato prossimo, infatti, arriverà quel Corridonia che, tanto per non farci mancare nulla, con la vittoria appena conquistata a discapito della Vigor Castelfidardo, è nuovamente in corsa per l’accesso ai play-off e di conseguenza non praticherà alcuno sconto ai biancorossi.

Ma è del tutto inutile a questo punto addentrarsi in improbabili pronostici ed entrare nel campo delle congetture più ardite: occorrerà battere il Corridonia (punto e basta!) e nel contempo sfatare una volta per tutte il tabù delle gare casalinghe e del misero score conquistato tra le mura amiche: sei sconfitte, cinque pareggi e appena tre vittorie con una media di appena un punticino a partita.

Tornando all’oggi, le squadre hanno dato vita ad una gara intensa e aperta fino all’ultimo istante nonostante il gran caldo.

Parte bene la Cluentina con una splendida conclusione al volo di Mongiello dal limite dell’area che finisce fuori di un soffio (15’): se la palla fosse entrata sarebbe stato un eurogol.

Al 27’ un episodio piuttosto dubbio: su ripartenza degli ospiti l’arbitro ferma l’azione apparentemente per fuorigioco, in realtà per un fallo commesso da un difensore della Cluentina; attorno al direttore di gara si forma un capannello di giocatori di entrambe le squadre intenti a protestare quando Mannozzi calcia in porta e il pallone, lentamente, finisce in rete: gol non convalidato e proteste non troppo vibranti degli ospiti.

Al 43’ Ribichini entra in area e appoggia all’indietro verso Marini la cui conclusione al volo, in tutto simile a quella di Mongiello, fa la barba al palo.

Nel finale del primo tempo clamorosa opportunità per il Porto Sant’Elpidio: Mannozzi offre un cioccolatino a Gibellieri che entra in area e calcia a botta sicura trovando però Rocchi pronto a murargli il tiro.

Le occasioni più ghiotte vengono costruite nel secondo tempo: la prima è della Cluentina (61’) ma Ribichini, servito perfettamente in area da Mongiello bravo a strappare il pallone dai piedi di Squarcia, spara alto su Finori in uscita; due minuti più tardi un’incertezza della difesa locale consente a Mannozzi di insinuarsi tra Giaconi e Brandi ma la sua conclusione viene nuovamente murata da Rocchi.

L’ultima opportunità degna di nota della gara capita tra i piedi di Giaconi che, dal limite, conclude di poco alto.

Ottavio Palladini – tecnico del Porto Sant’Elpidio – si rammarica per la scarsa concretezza dei suoi: abbiamo avute palle clamorose poi, quando non fai gol, è normale concedere qualcosina agli avversari; in realtà la vita ce la siamo complicata non oggi, bensì nelle partite precedenti quando abbiamo regalato punti a destra e a manca. Adesso ci toccherà lottare fino alla fine, a cominciare da sabato prossimo contro il Trodica.

Se Atene piange, Sparta non ride. Anche Pietro Canesin esprime preoccupazione per un finale di campionato più intenso di quanto sperato poche settimane fa: c’è rammarico soprattutto per la prestazione offerta nel primo tempo, avremmo potuto e dovuto approcciare la partita con più voglia e più agonismo. Nella ripresa siamo andati nettamente meglio ma resta il fatto che ci siamo messi nelle condizioni di correre il rischio di dover cercare la salvezza a Treia, all’ultima di campionato. Guardiamo avanti e testa a sabato prossimo: affronteremo un Corridonia che ha bisogno di punti per garantirsi i playoff e che sarà carico a mille dopo la vittoria odierna. Ci vorranno un approccio e una grinta ben diversi da quello che abbiamo espresso oggi.

IL TABELLINO

CLUENTINA – ATLETICO CALCIO PORTO SANT’ELPIDIO 0-0

CLUENTINA: Rocchi, Pagliarini (67’ Cammertoni), Giaconi, Marcantoni, Menghini, Brandi, Marini (50’ Cappelletti), R. Mancini (46’ Trobbiani), Ribichini, A. Mancini, Mongiello.

Allenatore: Pietro Canesin.

ATLETICO CALCIO PORTO SANT’ELPIDIO: Finori, Bergamini, Amici, Del Moro, Carafa, Squarcia, Fuglini (67’ Misin), Capiato, Gibellieri (87’ Rubicini), Mannozzi, Vallasciani (67’ Forò).

Allenatore: Ottavio Palladini.

ARBITRO: El Houssine El Mouhsini (Pesaro)

ASSISTENTE 1: Sami Tayeb (Pesaro)

ASSISTENTE 2: Francesco Buttafoco (San Benedetto del Tronto)

SPETTATORI: circa 150

Alessandro Savi

LA SOSTA NON GIOVA ALLA CLUENTINA, CASTELFIDARDO VINCE DI MISURA

Non bastano i miracoli di Rocchi: per la salvezza bisognerà aspettare ancora


Pietro Canesin: “Approccio molle, è mancata la cattiveria”

Luca Manisera: “Siamo poco concreti, nel finale abbiamo addirittura rischiato”

Il presidente Marcolini: “Far punti qui era difficile, di buono c’è che siamo rimasti in partita fino alla fine”


Marco Rocchi, migliore in campo dei biancorossi

La Vigor Castelfidardo è un’ottima squadra, poco ma sicuro.

Tante idee, tanta qualità, gruppo decisamente coeso e under di ottimo livello: il tutto condito da una organizzazione di gioco che pochi possono vantare in queste categorie.

Se poi aggiungiamo la fame e la cattiveria con cui la squadra di Manisera ha approcciato l’incontro, risulta evidente come la Cluentina di oggi sia apparsa del tutto inadeguata nel fronteggiarla.

I biancorossi di Canesin sono scesi in campo con eccessiva sufficienza e, almeno nel primo tempo, non c’è stata partita: fin dal primo minuto i fidardensi sono stati una sorta di uragano che il pur robusto ombrello del portiere Rocchi non è riuscito a contenere.

Pronti, via e i locali sono immediatamente pericolosi con un dialogo efficacissimo tra Rombini e Terrè che libera quest’ultimo davanti a Rocchi ma la conclusione si spegne addirittura in fallo laterale.

Al 3’ un cross di Gioielli viene deliziosamente deviato di tacco da Altobello verso Pincini che calcia a colpo sicuro ma trova il portiere ospite pronto al primo miracolo della giornata.

Al minuto 8’ Ballarini serve in area Altobello il cui tiro è respinto da Foglia proprio sui piedi dello stesso Ballarini che conclude nuovamente e nuovamente trova Rocchi che compie la seconda spettacolare parata.

La furia biancazzurra si placa per qualche minuto (anche a causa dei numerosissimi off-side segnalati dall’assistente dell’arbitro) poi, al 27’, una repentina ripartenza innesca Pincini il quale pennella un assist perfetto per l’accorrente Mosca che avrebbe la porta spalancata davanti se Rocchi, con un tuffo plastico, non volasse sul pallone togliendoglielo letteralmente dai piedi: al terzo miracolo consecutivo dell’estremo difensore biancorosso anche il pubblico di casa non può fare a meno di applaudire.

Ma il gol è nell’aria e arriva da palla inattiva al 33’: corner battuto da Terrè sul primo palo, tocco dolcissimo di Altobello che anticipa tutti e porta in vantaggio la Vigor.

Pochi minuti più tardi i locali costruiscono un’altra ghiotta occasione in ripartenza ma Rocchi si fionda sui piedi di Rombini e gli smorza la conclusione (39’).

Il primo tempo si chiude dunque con un vantaggio meritatissimo dei padroni di casa che, ad onore del vero, raccolgono molto meno rispetto a quanto avrebbero meritato anche perché la Cluentina non è mai riuscita a tirare in porta.

Durante l’intervallo Canesin corre ai ripari e ne sostituisce tre: fuori Torresi, Foglia e Montecchiari, dentro Pagliarini, Giaconi e Marini con la difesa disposta a quattro per garantire maggior compattezza alla squadra.

La mossa risulta efficace: finalmente la Cluentina riesce ad imbastire qualche trama degna di nota e, più in generale, a dare la sensazione di poter recuperare lo svantaggio.

Al 48’ ci prova Andrea Mancini con un calcio di punizione che si spegne di poco a lato mentre al 62’ un bellissimo assist dello stesso numero dieci pesca Ribichini in area: stop disinvolto e conclusione parata da Lombardi non senza qualche difficoltà.

Al 73’ si rivede la Vigor con un bel fraseggio tra Rombini e Pincini la cui conclusione viene sventata da Rocchi con l’ennesima prodezza.

Dopo aver inserito Salvati al posto di Roberto Mancini, Canesin sostituisce anche l’esausto Ribichini per Cammertoni la cui verve fornisce nuova linfa vitale all’attacco ospite: non ci sono occasioni particolarmente propizie da segnalare nel finale di gara ma la Cluentina è finalmente viva e reattiva e tiene costantemente in apprensione la retroguardia fidardense concludendo la gara in crescendo: emblematico in tal senso è l’atteggiamento del bomber Altobello il quale, in almeno un paio di occasioni, preferisce guadagnare la bandierina del corner per far trascorrere secondi preziosi piuttosto che affondare le ripartenze dei suoi compagni di squadra.

Uno spirito, quello mostrato nella ripresa, cha fa ben sperare in vista delle prossime due gare casalinghe consecutive nel corso delle quali i biancorossi dovranno cercare quei pochi punti mancanti per la conquista della salvezza.

La Vigor, per contro, si lascia alle spalle i passi falsi delle ultime gare e conquista matematicamente i play off che potrà affrontare da seconda forza del campionato, Centobuchi permettendo (le due squadre sono appaiate nella piazza d’onore).

Luca Benedetto Manisera, tecnico dei fidardensi, torna sulla sconfitta interna contro il Rapagnano: la gara di oggi è sovrapponibile a quella con i fermani con l’unica differenza che con loro abbiamo perso mentre oggi abbiamo vinto. Il problema che viviamo in questa fase della stagione è la poca concretezza sotto porta, per il resto abbiamo recuperato la brillantezza che avevamo perso dopo la sconfitta contro il Matelica e siamo tornati a far vedere un calcio propositivo. Certo, nel secondo tempo abbiamo sofferto ma bisogna dar atto a questa Cluentina di aver dimostrato coraggio e di aver cercato sempre di giocare: non sono caratteristiche che abbiamo riscontrato in tutte le squadre affrontate a Castelfidardo.

Pietro Canesin ammette un approccio alla gara tutt’altro che positivo da parte dei suoi: non abbiamo dato l’idea di star qui per giocarci qualcosa, l’abbiamo approcciata con eccessiva leggerezza come se un’eventuale sconfitta non avrebbe fatto troppo male, viste le tre sfide ancora da disputare. Abbiamo fatto fatica a prendere le misure, abbiamo avuto poco coraggio ma. soprattutto, eravamo poco concentrati e poco determinati: ne è la prova il gol subìto da palla inattiva, evitabilissimo. Nel secondo tempo sei passato alla difesa a quattro e la squadra è apparsa più solida: abbiamo iniziato giocando a tre perché volevo un maggior possesso all’inizio dell’azione e per costruire più situazioni da uno contro uno con Mongiello sull’esterno che, invece, abbiamo cercato poco così come non abbiamo quasi mai trovato i due Mancini tra le linee; con la difesa a quattro ho potuto inserire anche Salvati vicino a Ribichini ma non siamo stati in grado di sfruttare la velocità non eccelsa dei loro centrali. Sabato prossimo contro il Porto Sant’Elpidio ci vorrà una squadra diversa, nelle gambe ma soprattutto nello spirito: assolutamente sì. Dobbiamo capire che la salvezza è ancora da prendere e che dipenderà da noi, non dalle sconfitte o dai pareggi degli altri.

Anche il presidente biancorosso Marcolini non nasconde un po’ di amarezza: è un risultato che non ci cambia la vita: ci aspettano tre finali e come tali dovremo approcciarle. Oggi abbiamo affrontato una grande squadra e, tutto sommato, almeno nel secondo tempo, non abbiamo affatto sfigurato tenendo il risultato aperto fino all’ultimo minuto: è questa la nota positiva della giornata. È chiaro che venire a far punti a Castelfidardo era difficile. Non impossibile ma certamente molto difficile.

IL TABELLINO DELLA GARA

VIGOR CASTELFIDARDO – CLUENTINA 1-0

VIGOR CASTELFIDARDO: Lombardi, Ballarini (80’ Santoni), Brugiapaglia, Gioielli, Marconi, Bandanera, Pincini (80’ Borbotti), Terrè, Altobello, Mosca, Rombini (74’ Storani).

Allenatore: Luca Benedetto Manisera

CLUENTINA: Rocchi, Brandi, Torresi (46’ Pagliarini), Marcantoni, Menghini, Foglia (46’ Giaconi), Mongiello, Montecchiari (46’ Marini), Ribichini (76’ Cammertoni), A. Mancini, R. Mancini (65’ Salvati).

Allenatore: Pietro Canesin

MARCATORE: 33’ Altobello

ARBITRO: Daniele Serpentini (Fermo)

ASSISTENTE 1: Davide Paradisi (Pesaro)

ASSISTENTE 2: Elettra Ribera (Fermo)

SPETTATORI: circa 200

Alessandro Savi

CLUENTINA, BUON PARI PRIMA DELLA PAUSA

Resta invariata la distanza dai play out (+3)


Andrea Mancini, undicesimo gol stagionale
Leandro Torresi all’esordio con la maglia da titolare

Pietro Canesin: “Bicchiere mezzo pieno, era importante dare continuità alla vittoria di sabato scorso”

Andrea Mancini: “Un primo tempo eccellente, peccato non siano arrivati i tre punti”

Nicola Aloisi: “Il pareggio ci va stretto”


Tra cerotti e squalifiche, più di così non si poteva fare.

Arriva un punticino che conferma la maledizione del “Tonino Seri” (ultima vittoria contro l’Appignanese lo scorso 3 febbraio) ma il bicchiere è decisamente mezzo pieno, anzi: viste le recenti beffe casalinghe ed il buon finale del Monticelli si può sommessamente gioire perché i play out sono sempre a distanza di sicurezza (tre punti ma ben nove avversarie alle spalle) e perché la lunga pausa (si riprenderà a giocare il 6 aprile) consentirà ai ragazzi di Canesin di recuperare dai vari acciacchi e prepararsi ad un finale di stagione intenso.

La partita vista oggi è stata la classica gara dai due volti: buon primo tempo della Cluentina che, oltre al gol, è stata pericolosa in diverse occasioni (peccato non averne approfittato) e buon secondo tempo del Monticelli che, dopo il rigore del pareggio, ha potuto beneficiare del solito arretramento dei padroni di casa ed ha collezionato almeno tre grosse opportunità.

Tanti assenti da una parte e dall’altra: la Cluentina, oltre al lungodegente Mongiello, è costretta a fare a meno di Ribichini, Pagliarini e Scoccia (squalificati dopo i cartellini rimediati nella sanguinosa trasferta di Rapagnano) mentre Settembri deve rinunciare a Calvaresi, Natalini e Pietrucci mentre, per scelta, relega inizialmente in pancina due big come Panichi (miglior realizzatore della squadra) e Raffaello.  

La prima opportunità della gara è degli ospiti (10’): cross dell’eccellente Aloisi per D’Angelo che, di testa, costringe Rocchi alla deviazione in corner.

La Cluentina risponde al 14’ con Andrea Mancini, autore di un insidioso tiro-cross dalla destra che si spegne sul fondo.

Due minuti più tardi ancora il figlio d’arte Aloisi (il papà Antonio, bandiera dell’Ascoli, ha fatto oltre cento presenze in serie A) si invola sulla fascia sinistra e sfugge al controllo di Torresi per poi crossare un pallone con il contagiri verso Edoardo Marini: tiro al volo e prodigiosa parata d’istinto di Rocchi. 

Al 21’ i padroni di casa passano in vantaggio: veloce ripartenza orchestrata da Roberto Mancini che apre a sinistra per Riccardo Marini il quale vede libero al centro dell’area Andrea Mancini: assist perfetto e girata al volo che si insacca alle spalle dell’incolpevole Melillo.

Gli ascolani reagiscono e al 35’ sfiorano il pari con il difensore Rinaldi che, lanciato da Edoardo Marini, entra in area ma la sua conclusione viene ottimamente murata da Foglia in scivolata.

La ripresa si apre all’insegna dell’equilibrio che regna sovrano per un buon quarto d’ora poi arriva il classico episodio che cambia l’inerzia della fase di gara: azione dalla sinistra del Monticelli, cross al centro dell’area e pallone che rimpalla sul braccio di Trobbiani: l’arbitro è a due passi e concede il penalty che Mariani Gibellieri realizza (59’). Si potrebbe aprire un’ampia parentesi sul fatto che il braccio del centrocampista biancorosso fosse attaccato al corpo ma, di fatto, il pallone viene smorzato di quel tanto che impedisce a D’Angelo di avventarsi su di esso e concludere in porta, dunque giusto così.

La Cluentina dapprima reagisce (ottima occasione per Giaconi che, servito da Salvati, si fa ribattere la conclusione in piena area) quindi si abbassa pericolosamente e subisce la pressione del Monticelli che, in dieci minuti, fallisce tre buone opportunità: al 70’ il capitano Vallorani è protagonista di una veloce ripartenza e di un assist a D’Angelo che, al momento di concludere, si fa ipnotizzare da Rocchi in uscita e spedisce il pallone sul fondo; al 75’ sbaglia Enrico Cappelletti che, lasciato colpevolmente solo in piena area, non riesce a centrare la porta; al 79’ un errore in disimpegno di Marcantoni libera Edoardo Marini che offre un assist ghiottissimo a Troka il quale conclude a lato.

La Cluentina prova a rialzarsi nel finale con una splendida giocata di Riccardo Cappelletti che, di tacco, libera Roberto Mancini la cui conclusione, debolissima, viene facilmente bloccata da Melillo (86’).

Pietro Canesin dispensa ottimismo: Un pareggio che ci fa bene e ci permette, dopo le tante beffe subìte in casa, di dare continuità al risultato precedente. Abbiamo disputato un ottimo primo tempo, c’erano tutte le condizioni per fare il secondo gol e chiuderla. Fino al rigore non ho mai avuto la sensazione che potessero farci male poi, dopo il pari, abbiamo rischiato qualcosa perché abbiamo provato a vincerla. C’è un po’ di rammarico com’è ovvio che sia quando vieni rimontato ma resta la convinzione di aver fatto una buona prova e la soddisfazione di essere artefici del nostro destino, non era affatto scontato. La lunga pausa è un bene o un male per la squadra? Direi senz’altro un bene perché recupereremo Ribichini e Pagliarini e, spero, anche Mongiello. Oltre a loro, la sosta ci servirà per riportare in forma altri giocatori che, per acciacchi di vario genere, non sono ancora al top della condizione. Andremo a fare la nostra bella partita a Castelfidardo poi ne giocheremo due in casa consecutive e speriamo di chiudere la stagione prima possibile e nel miglior modo possibile.

L’esterno offensivo ascolano Nicola Aloisi la pensa diversamente: A mio parere abbiamo giocato una grande partita. Abbiamo creato almeno tre o quattro occasioni nitide, il pareggio ci va stretto ma dobbiamo continuare a lottare perché possiamo raggiungere i play off, abbiamo tutte le qualità per centrare questo obiettivo.

Andrea Mancini, campione di modestia e di semplicità, preferisce parlare della squadra più che della sua undicesima marcatura stagionale: la gara di oggi è l’ennesima dimostrazione che giocare bene per un tempo soltanto non è sufficiente per raccogliere i tre punti. Peccato perché la prima frazione di gioco è stata una delle più belle tra quelle disputate finora: atteggiamento offensivo, aggressione e pressing alto su tutte le palle e poi l’azione del gol che è stata davvero splendida perché abbiamo eseguito alla perfezione i movimenti che il mister ci chiede quando la palla va agli esterni: ci siamo buttati in area a coprire sia il primo che il secondo palo ed è andata bene. Un punto che lascia la classifica pressoché inalterata: infatti non cambia nulla rispetto a sabato scorso e dovremo lottare fino alla fine per conquistare una salvezza che è alla nostra portata e che meritiamo ampiamente.

Una delle tante note positive della giornata è l’esordio con la maglia da titolare del giovanissimo Leandro Torresi, classe 2006: dopo i cinque minuti che mi sono stati concessi alla prima uscita stagionale, non ho più avuto l’opportunità di mettermi in mostra. Un po’ di emozione c’è stata ma ha prevalso la concentrazione e la voglia di far bene nella speranza di conquistare più spazio in futuro. Ti è toccato controllare l’avversario più forte, Nicola Aloisi: un ottimo giocatore che ho cercato di limitare il più possibile: non è stato facile ma credo di aver fatto la mia parte concedendogli un paio di sgroppate sulla fascia, nulla di più. Ho ricevuto i complimenti dal mister e dai compagni di squadra e questa è una grandissima soddisfazione.    

IL TABELLINO DELLA GARA

CLUENTINA – MONTICELLI 1-1

CLUENTINA: Rocchi, Brandi, Torresi (70’ Cammertoni), Marcantoni, Menghini, Foglia, Marini (60’ Giaconi), Trobbiani (70’ Cappelletti), Salvati (80’ Stacchiotti), A. Mancini, R. Mancini.

Allenatore: Pietro Canesin

MONTICELLI: Melillo, Cappelletti, Vallorani (88’ Maoloni), Santoni (60’ Raffaello), Rinaldi, Fattori, Marini, Mariani Gibellieri (80’ Panichi), D’Angelo (70’ Troka), Aloisi, Mattei.

Allenatore: Cristian Settembri

MARCATORI: 21’ A. Mancini (C), 59’ Mariani Gibellieri (M) su rigore.

ARBITRO: Amir Bardi (Macerata)

ASSISTENTE 1: Samuel Gasperi (San Benedetto del Tronto)

ASSISTENTE 2: Roberto Belleggia (Fermo)

SPETTATORI: circa 150

Alessandro Savi

Buon Compleanno Alfredo!

Ogni amico della Cluentina è una risorsa importante per la nostra società.

Oltre agli amici abbiamo la fortuna di poter contare anche su persone speciali perché da sempre ci sono vicine, ci sostengono e ci aiutano in mille modi. Una di queste è Alfredo Canesin, uomo di rara cortesia e di straordinaria bontà che ogni sabato pomeriggio espone i nostri vessilli allo stadio e riempie i nostri cuori con il suo inesauribile affetto. Auguri per i tuoi primi settant’anni, caro Alfredo!

LA QUINTA SINFONIA ESTERNA HA IL PROFUMO INEBRIANTE DELLA SALVEZZA


Paolo Cerquetta: “Tre punti per la classifica ma soprattutto per il morale”

Pietro Canesin: “Sono queste le partite che ci rappresentano”


La sinfonia n.5 in do minore composta da Ludwig Van Beethoven tra il 1804 e il 1808 è una delle più grandi ed acclamate della storia della musica; le sue quattro note introduttive sono gravi, adatte ad un momento di estrema tensione e fortemente angoscianti.

Oggi La Cluentina l’ha eseguita perfettamente sotto la mirabile direzione d’orchestra del maestro Canesin meritando la standing ovation dei suoi sostenitori al fischio finale dell’arbitro Alfonsi.

Quinta come le vittorie in trasferta conquistate dai biancorossi, tesa e angosciante come il colpo di testa del portiere rossoverde Illuminati al 94’ ma anche acclamata e liberatoria come i 33 punti in classifica che, dopo i recenti passi falsi, emancipano la squadra da un possibile finale di campionato in sofferenza.  

L’ultima vittoria biancorossa risaliva allo scorso 3 febbraio (2-0 all’Appignanese al Tonino Seri): da allora solo una manciata di punti e tante recriminazioni per le beffe sopraggiunte nei finali di gara (Cascinare, Casette Verdini, Potenza Picena e Centobuchi) alcune meritate, altre decisamente da imputare alla malasorte.

Non era affatto scontata questa vittoria, tutt’altro: il Rapagnano veniva da quattro risultati utili consecutivi (tra i quali la clamorosa vittoria conseguita sabato scorso a Castelfidardo) e stava accarezzando la possibilità di una rimonta del tutto insperata fino a qualche settimana prima; per contro, la Cluentina l’ha approcciata con diverse assenze sia per infortunio (Mongiello) che per squalifica (Giaconi) nonché con diversi giocatori non al meglio della condizione (Rocchi, Roberto Mancini, Brandi, Ribichini e Scoccia).

A tutto ciò si deve aggiungere la condizione pietosa del rettangolo di gioco nel quale il solo pensiero di giocare con la palla a terra ha rappresentato un vero e proprio azzardo: di qui le tante mezze palle, i rinvii e i lanci lunghi a scavalcare il centrocampo, le azioni convulse e i fraseggi impossibili.

Partono meglio i fermani che collezionano ben sei calci d’angolo in meno di venti minuti prima di costruire l’occasione da gol più ghiotta del match: HiHi – che ha un cognome esilarante e due piedi ben educati – scatta sul filo del fuorigioco per le vie centrali ma, di fronte a Rocchi in uscita, conclude centralmente proprio sul portiere che si rannicchia sul pallone proteggendolo come un pargoletto.

La Cluentina si sveglia nell’ultimo quarto d’ora con tre buone opportunità: conclusione a lato di Brandi dalla lunga distanza (29’), scivolata di Salvati su assist di Ribichini deviata in corner da Innamorati al 32’ (con rimbalzo maledetto che gli sposta il pallone al momento della conclusione), assist di Brandi per Ribichini che fugge sulla fascia destra ma, invece di crossare al centro, opta per una conclusione che risulta alta e sbilenca.

Al rientro in campo dopo il riposo l’orchestra biancorossa avvia l’esecuzione della sinfonia: le prime due note sono entrambe di Ribichini che, in meno di un minuto, dapprima calcia di poco alto da fuori area poi, di nuovo da fuori, costringe il portiere fermano ad una deviazione in corner (48’).

Quindi, dopo un numero pressoché stellare di azioni rossoverdi fermate in offside, arriva il gol degli ospiti: corner battuto corto da Andrea Mancini per il subentrato Marini il quale riesce ad entrare in area e a servire Roberto Mancini che, in spaccata, sigla il vantaggio. 

La reazione del Rapagnano è rabbiosa ma non troppo lucida e stavolta la Cluentina è determinata a gestire il vantaggio con più furbizia e più attenzione rispetto al recente passato.

Al minuto 83’ un cross del giovane e interessante Keci libera Macchini davanti alla porta ma, una frazione di secondo prima che possa concludere a botta sicura, Pagliarini – con un intervento da dietro pulito sul pallone che vale più di un gol – lo lascia a bocca asciutta: per fortuna l’arbitro è lì a due passi e non concede il penalty fortemente invocato da giocatori e tifosi rossoverdi.

Un’ultima curiosa appendice al 94’: calcio di punizione per i padroni di casa ad una decina di metri dal vertice sinistro dell’area di rigore, sul pallone va il portiere Innamorati che, com’è noto, è dotato di un sinistro autorevole; d’un tratto tutti i fantasmi che hanno popolato gli incubi dei biancorossi nelle ultime settimane si materializzano nuovamente (vuoi vedere che…); Macchini spinge via il suo compagno di squadra (che si va a collocare al centro dell’area) quindi crossa e … indovinate chi incoccia la palla? Manco a dirlo, lo stesso Innamorati che però trova il collega Rocchi pronto alla parata finale e decisiva.

Poi tutti sotto gli spalti a festeggiare la quinta sinfonia di una bellissima stagione interpretata da una squadra la quale, alla maniera degli eroi, esce trionfante dalle imprese più difficili: non a caso anche Beethoven, prima di comporre la quinta sinfonia, ha composto la terza che è detta anche “sinfonia del destino” o, appunto, “eroica”.

Il cordialissimo tecnico Graziano Garagliano ostenta la serenità tipica di chi sa che sta facendo tutto ciò che è nelle sue possibilità: in occasione del gol subìto abbiamo peccato di concentrazione e purtroppo non possiamo permettercelo: è stato un errore che paghiamo a caro prezzo. Mi dispiace per i ragazzi perché, ad eccezione di quel momento, siamo stati sempre dentro la partita. Dispiace anche per l’infortunio di HiHi ma sono certo che, continuando così, ci tireremo fuori dalle sabbie mobili.

Il vice presidente del sodalizio biancorosso Paolo Cerquetta è invece raggiante: tre punti fondamentali per la classifica e soprattutto per il morale perché venivamo da un periodo particolare in cui spesso siamo stati raggiunti o sorpassati nei finali di gara. Debbo fare un plauso a tutti i ragazzi perché hanno dato tutti il massimo, anche coloro che sono partiti dalla panchina. Sabato ci aspetta un avversario tosto – il Monticelli – e dobbiamo preparare la partita in settimana nel migliore dei modi poi ci sarà una lunga sosta che, mi auguro, ci consentirà di recuperare tutti i giocatori infortunati.

Sulla stessa lunghezza d’onda il direttore d’orchestra, mister Pietro Canesin: sono queste le partite che ci rappresentano: ci rappresentano nel sacrificio, ci rappresentano nella voglia di andare a vincerle, ci rappresentano nello spirito di chi subentra ed è spesso decisivo. Riusciamo ad andare oltre le nostre qualità che compensiamo con uno spirito di gruppo che è meraviglioso. Rocchi e Ribichini che giocano dopo aver fatto le infiltrazioni, Roberto Mancini che fino a ieri era febbricitante ma scende in campo ugualmente ed è addirittura decisivo sono la cifra della nostra generosità e della nostra abnegazione. Oggi si può dire davvero che la gara l’abbiamo vinta in venti, non solo negli undici che erano in campo. Una partenza con il freno a mano tirato poi, pian piano, la squadra è venuta fuori: sì, il primo tempo non mi è piaciuto: troppo leziosi e poco disposti al sacrificio: non stavamo accettando la fatica della gara. Però nel secondo tempo non c’è stata partita non perché abbiamo creato chissà quante occasioni da gol ma perché l’abbiamo letta e interpretata nel migliore dei modi. Siamo in una fase del campionato in cui, se ti vuoi salvare, i risultati devi andare a prenderli tu senza sperare che gli altri facciano meno di te. E questo è esattamente ciò che abbiamo fatto nel secondo tempo. Quanto manca alla salvezza? Almeno tre o quattro punti che, invertendo la tendenza, proveremo a prendere in casa già sabato prossimo. Anche se saremo fortemente rimaneggiati dalle squalifiche di Scoccia, Ribichini e Pagliarini dovremo fare una bella partita e, dopo quanto ho visto oggi, so perfettamente che è alla nostra portata.

Esatto, mister. Ed è appena il caso di ricordare che la nona ed ultima sinfonia di Beethoven è detta la “Corale” e contiamo di eseguirla tutti insieme appena la salvezza sarà matematica. Dunque il prima possibile.

IL TABELLINO DELLA GARA

RAPAGNANO – CLUENTINA 0-1

RAPAGNANO: Innamorati, Facciaroni, Corradini, Hihi (68’ Bitti), Iommetti, Scriboni, Keci, Polozzi (60’ Macchini), Di Donato (60’ Ciucani), Sako (87’ Funari), Rapacci.

Allenatore: Graziano Garagliano

CLUENTINA: Rocchi, Brandi (73’ Scoccia), Stacchiotti (60’ Pagliarini), Marcantoni, Menghini, Foglia, Montecchiari (73’ Cappelletti), R. Mancini, Ribichini, A. Mancini (82’Trobbiani), Salvati (60’ Marini).

Allenatore: Pietro Canesin

Marcatori: 75’ R. Mancini

Arbitro: Jacopo Alfonsi (San Benedetto del Tronto)

Assistenti: Mirko Baldisserri (Pesaro), Alessandro Meo (Macerata)

Spettatori: circa 150

Note: espulso al 94 Scoccia (C) per fallo di reazione.

Alessandro Savi

MALEDETTA ZONA CESARINI!

Un Ribichini immenso non basta ad evitare l’ennesima sconfitta casalinga.


Fusco: vittoria meritata ma dobbiamo gestire meglio le partite.

Canesin: messo in difficoltà un avversario forte ma noi troppo ingenui.


Mattia Ribichini: prima doppietta in maglia biancorossa

Finisce come la “partita del secolo” la sfida tra Cluentina e Centobuchi che, esattamente come la semifinale dei mondiali messicani del 1970, è stata una gara intensa, molto bella e con il risultato in bilico fino all’ultimo istante.

I biancorossi recriminano – oltre che per alcune contestate decisioni arbitrali – anche per i tanti punti persi nelle battute finali delle ultime quattro partite e, dopo l’ennesima sconfitta casalinga della stagione, vedono più da vicino la zona play-out che dista oramai soltanto tre miseri punti: da questa prospettiva la sfida di sabato prossimo a Rapagnano si colora inevitabilmente di tinte forti.

Per contro, la formazione di Salvatore Fusco approfitta dello scivolone interno della Vigor Castelfidardo contro il redivivo Rapagnano e avvicina gli stessi fidardensi il cui secondo posto in classifica, a due punti di distanza, è per la prima volta messo in discussione nel corso di questo girone di ritorno.

Numerosi i cenni di cronaca.

È la Cluentina a partire con il piede giusto tanto che, dopo appena quattro minuti, un lancio di Roberto Mancini sulla fascia sinistra trova libero Ribichini il quale supera in dribbling De Cesaris e trafigge l’incolpevole Camaioni da posizione angolata sul secondo palo.

La reazione del Centobuchi è rabbiosa e immediata: dapprima un corner di Napolano sul primo palo trova De Cesaris pronto alla deviazione vincente (8’) poi, tre minuti più tardi, lo stesso Napolano, con un gran tiro da fuori area, mette il pallone sotto la traversa dove Ponzelli non può arrivare.

L’uno-due degli ospiti è di quelli micidiali ma la Cluentina ha il merito di non scomporsi e di non accusare minimamente il colpo: gli avversari giocano bene e attaccano in tanti ma inevitabilmente lasciano anche giocare e i ragazzi di Canesin sanno approfittarne.

Due occasioni consecutive per Salvati: al 23’ l’attaccante civitanovese raccoglie un cross di Andrea Mancini e conclude di testa di poco a lato mentre due minuti più tardi, di un soffio, non riesce a raccogliere il cross dell’altro Mancini – Roberto – che lo aveva liberato proprio davanti a Camaioni.

Al 37’ buona opportunità per Ribichini la cui girata al volo finisce sul fondo poi, allo scadere del primo tempo, una punizione di Andrea Mancini attraversa tutta l’area ospite senza trovare nessuno pronto al tap-in vincente e il pallone che fa la barba al palo.

All’inizio della ripresa arriva il meritato gol del pareggio da calcio piazzato: sulla palla si appropinquano sia Mancini che Ribichini e, mentre tutti si aspettano l’esecuzione del numero dieci, il centravanti biancorosso lascia partire un’autentica fucilata che si insacca alle spalle di Camaioni.

La Cluentina adesso ci crede e prova a fare il colpaccio ma deve fare i conti con il direttore di gara che non vede un evidente tocco di mano in area di un difensore (60’) scatenando così le vibranti proteste dei giocatori biancorossi.

Poi, al 65’, il momento topico della gara: azione concitata all’interno dell’area di rigore ascolana con due legni colpiti dalla Cluentina quindi Pietropaolo si impossessa del pallone e, nell’avvio della ripartenza, viene atterrato da Giaconi con un tackle a gamba alta: cartellino rosso sacrosanto, biancorossi in inferiorità numerica e Canesin costretto a sostituire Salvati con Stacchiotti.

Il Centobuchi adesso ha spazi in abbondanza e si rende pericoloso soprattutto nella sua catena di sinistra dove, in posizione avanzata, Napolano giganteggia smistando una quantità impressionante di palloni.

Al 75’ Roberto Mancini si fa rubar palla ingenuamente da Pietropaolo che serve Veccia il quale, dal limite dell’area, lascia partire una conclusione potente ma centrale che Ponzelli riesce solo a respingere; sul pallone si avventano Foglia e Picciola con quest’ultimo che, nel concludere, colpisce la caviglia del difensore: palla in rete e nuove vivacissime proteste dei giocatori biancorossi. 

Canesin si gioca la carta della disperazione: fuori un difensore (Menghini), dentro l’attaccante Cammertoni (81’) e Cluentina che si riversa in attacco guadagnando due corner consecutivi al minuto 86’ entrambi calciati dal solito Andrea Mancini; il secondo è un cross teso in area che viene respinto – a giudizio dell’arbitro – da un difensore ascolano reo di essersi aiutato con un braccio.

Stavolta sono i ragazzi di Fusco a protestare (probabilmente non a torto) ma Cocci è irremovibile e concede il penalty: esecuzione affidata allo stesso Mancini che Camaioni intuisce ma non riesce a trattenere ed è nuovamente parità.

Non è ancora finita perché – proprio come accaduto due settimane fa contro il Casette Verdini – la beffa arriva nei minuti di recupero, esattamente al 93’ quando Napolano inventa un cross perfetto per Liberati la cui sponda per l’accorrente Cialini è altrettanto impeccabile: colpo di testa vincente del centravanti biancoazzurro e rete del definitivo 3-4.

Salvatore Fusco si gode i tre punti preziosi ma non vuol sentir neppure parlare della Vis Castelfidardo e del secondo posto che si avvicina: guardiamo soltanto in casa nostra: è stata una partita interpretata bene dai miei fin dall’inizio che si è aperta con un eurogol di Ribichini al quale abbiamo risposto due volte in dieci minuti. C’è un po’ di rammarico perché abbiamo avuto la possibilità di chiuderla fin dal primo tempo mentre invece alcuni nostri errori uniti ad alcune decisioni dubbie della terna arbitrale non ce lo hanno consentito. Poi nella ripresa è venuta fuori l’organizzazione della Cluentina, il pareggio su calcio piazzato, il nostro nuovo vantaggio ed infine l’episodio del calcio di rigore che io, onestamente, non ho visto. L’abbiamo ripresa nei minuti di recupero – credo con ampio merito – ma dobbiamo migliorare di più nella gestione della gara.

Pietro Canesin mastica l’amaro boccone con tanti rimpianti ma trova parole di elogio per i suoi ragazzi: probabilmente è stata la gara più bella tra quelle disputate nel girone di ritorno: intensi, aggressivi, capaci di creare tante occasioni e di dare sempre l’impressione di poter far male. Poi è chiaro che la partita gira tutta intorno a quella sequenza traversa-palo-cartellino rosso che ci ha scaraventato in un istante dalla possibilità di fare il gol del vantaggio all’inferiorità numerica. Peccato perché sia il risultato nostro che quello degli altri, oltre a punirci oltre i demeriti, cambiano tutta la prospettiva di queste ultime sei gare. È un periodo in cui le cose non vanno per il verso giusto, questo è evidente: giochiamo bene ma raccogliamo molto poco e dobbiamo lavorare per invertire questa tendenza. A volte, l’impressione è che ci si perda in alcuni dettagli che, alla lunga, diventano decisivi: esatto, a volte non riusciamo a “sporcare” le partite. Questo vale sia per Cascinare che per Potenza Picena e vale anche oggi: siamo troppo ingenui e pecchiamo di cattiveria e di furbizia.

IL TABELLINO DELLA GARA

CLUENTINA – ATLETICO CENTOBUCHI 3-4

CLUENTINA: Ponzelli, Pagliarini (78’ Montecchiari), Giaconi, Marcantoni, Menghini (81’ Cammertoni), Brandi (54’ Foglia), Marini (58’ Scoccia), R. Mancini, Ribichini, A. Mancini, Salvati (66’ Stacchiotti).

Allenatore: Pietro Canesin

ATLETICO CENTOBUCHI: Camaioni, Filipponi, fabi Cannella, Veccia, De Cesaris, Stacchiotti, Sharif (58’ Zadro), Pietropaolo (85’ Liberati, 93’ Lanzano), Picciola, Napolano, Cialini.

Allenatore: Salvatore Fusco

MARCATORI: 4’ Ribichini (CL), 8’ De Cesaris (AC), 11’ Napolano (AC), 48’ Ribichini (CL), 75’ Picciola (AC), 86’ A. Mancini – Rig – (CL), 93’ Cialini (AC).

ARBITRO: Stefano Cocci (Ascoli Piceno)

ASSISTENTE 1: Davide Giannoni (Pesaro)

ASSISTENTE 2: Francesco Giorgio Bianchi (Macerata)

SPETTATORI: circa 150
NOTE: espulso al 65’ Giaconi (CL) per condotta violenta Alessandro Savi

LA DURA LEGGE DEL “MANCIO” REGALA UN PUNTO D’ORO ALLA CLUENTINA


Prestazione d’orgoglio dei biancorossi dopo la rocambolesca sconfitta interna con Casette Verdini.

Giaconi: “il brutto episodio di sabato scorso ci ha dato la forza per far bene oggi”

Canesin: “settimana difficile, ci voleva un gruppo con valori e carattere per uscire indenni da questo campo”

Andrea Mancini, solito gol da calcio di punizione

È stato il fine settimana dei pareggi (ben sette su otto partite) di fronte al quale Potenza Picena e Cluentina si sono adeguate.

Tuttavia, mentre il punticino avvicina i biancorossi di Canesin all’agognata salvezza, serve veramente a poco ai potentini che restano appaiati al Rapagnano all’ultimo posto in classifica con un gap di ben otto punti dalla zona salvezza e lo spauracchio della retrocessione diretta, senza passare attraverso la lotteria dei play out.

Il pubblico di casa – decisamente di categoria superiore – si è stretto attorno alla squadra guidata da Natali e, dal primo all’ultimo minuto, non ha mai smesso di incitarla ottenendo dai giocatori una risposta discreta ma non ancora sufficiente per sperare in una netta inversione di tendenza rispetto a quanto espresso finora.

Dal canto suo la Cluentina si rialza dopo la brutta caduta di sabato scorso, aggiunge un punto in più alla sua classifica con una gara in meno da disputare mantenendo inalterato il tesoretto di quattro punti dal quintultimo posto.

I biancorossi approcciano la partita più efficacemente dei padroni di casa che, già dopo appena due minuti, tremano di fronte alla punizione di Andrea Mancini che, defilato e vicinissimo alla bandierina, mette in seria difficoltà Giachetta costretto a smanacciare in calcio d’angolo.

La prima occasione giallorossa arriva soltanto al 22’ quando un meraviglioso cross di Giaccaglia pesca Prosperi che, di testa, impegna Ponzelli in una respinta complicata ma efficace.

Altra bella opportunità per la Cluentina al 24’: Giaconi apre perfettamente da sinistra a destra per Mongiello che si accentra e calcia in porta sfiorando il palo alla destra del portiere giallorosso.

Al 33’ il Potenza Picena sciupa la palla-gol più nitida dell’incontro: l’ennesimo efficacissimo cross di Giaccaglia trova ancora una volta Prosperi libero davanti alla porta ma la conclusione – altissima -dell’attaccante è da film dell’orrore.

Al 43’ la Cluentina restituisce il favore: corner di Mongiello per l’accorrente Brandi che, in spaccata, si fa respingere la conclusione dal portiere.

Al rientro in campo dopo la pausa segue un quarto d’ora del tutto privo di emozioni e Natali, per spezzare l’inerzia, decide di sostituire Perfetti e Prosperi con Morbidelli e Nardacchione: i giallorossi adesso sono più sbilanciati e si espongono maggiormente alle ripartenze ospiti come quella capitata al 60’ a Mongiello che viene letteralmente abbattuto da Clemenz un istante prima di entrare in area; il conseguente calcio di punizione battuto da Andrea Mancini finisce fuori di un niente.

È il preludio al gol biancorosso che arriva al 64’ sempre grazie ad una punizione dello stesso Mancini la cui parabola attraversa tutta l’area piccola e, senza che nessuno intervenga, finisce beffardamente in fondo al sacco.

Anche Canesin decide di sostituire tre giocatori: fuori Giaconi e Foglia (entrambi ammoniti) e dentro Scoccia e Pagliarini mentre Mongiello, tra i migliori in campo, esce per infortunio e lascia il posto a Cappelletti.

La Cluentina dapprima dà l’impressione di controllare agevolmente il vantaggio poi i padroni di casa raccolgono le ultime risorse e danno vita ad un vibrante finale di gara nel corso del quale dapprima pareggiano, poi sfiorano addirittura un insperato successo collezionando tre palle-gol una dopo l’altra: al minuto 83’ la difesa biancorossa non riesce a pulire l’area di rigore e la palla carambola tra i piedi del liberissimo Morbidelli che, in sospetta posizione di fuorigioco, trafigge Ponzelli; cinque minuti più tardi un errore in disimpegno acrobatico di Menghini spiana la strada a Perrella il cui tiro insidioso da destra a sinistra sfiora il palo alla destra del portiere biancorosso; al 92’ Nardacchione colpisce addirittura il palo con Ponzelli abbondantemente superato.

Ne segue un finale incandescente con l’arbitro Monterubbiano (eccellente la sua direzione) costretto ad espellere il tecnico Natali e il presidente giallorosso Savoretti per proteste.

Tommaso Ponzelli, protagonista di una gara attenta, commenta così la sua seconda presenza da titolare in campionato: rispetto a Matelica ero sicuramente più tranquillo e sereno ma, allo stesso tempo, concentratissimo. Ho cercato di dare il massimo per i miei compagni, peccato per il gol subito: avevamo tutti assaporato anzitempo la gioia di una vittoria che sarebbe stata utilissima. Cos’è successo in quel frangente? Eravate in attesa del fischio dell’arbitro che sancisse la posizione di off-side? Forse sì, forse no. L’attaccante era abbastanza avanti, questo è certo, ma io ero di spalle e non ho potuto vedere bene la sua posizione. Sta di fatto che Morbidelli era solo e ha segnato, probabilmente non siamo stati sufficientemente attenti in quella circostanza.

Pierpaolo Giaconi fa un’analisi che tiene in considerazione la settimana difficile vissuta dalla Cluentina: per come è andata la partita, per il campo difficile e per il contesto in cui l’abbiamo giocata secondo me è un punto importantissimo che ci porta a quota trenta e, considerando il fatto che lo scorso anno ci siamo salvati con cinque punti in più, ci regala serenità e tranquillità per il finale di stagione che ci aspetta. Del resto non è facile giocare a Potenza Picena e fare punti perché loro sono forti e possono contare su un pubblico importante. Eravamo reduci da una sconfitta assurda la quale, tuttavia, ci ha caricato moltissimo e ci ha spinto a lavorare più intensamente in settimana: i risultati si sono visti.

Anche Pietro Canesin non nasconde le insidie di questa giornata: sinceramente provo un po’ di amarezza per non aver portato a casa l’intera posta. Per come hanno reagito al rospo ingoiato sabato scorso, i ragazzi avrebbero meritato un premio più grande ma posso dire che la reazione c’è stata ed è stata esemplare, da squadra vera e con valori importanti. L’avversario di oggi, contrariamente a quanto esprime la classifica, è una squadra forte dunque ciò che siamo riusciti a fare, perlomeno a livello di morale e di motivazioni, vale come una vittoria. Anche il contesto va tenuto in considerazione: noi siamo abituati a giocare in un clima di grande tranquillità mentre qui l’ambiente è massimamente carico e, se non hai il carattere e la personalità, non ne esci vivo. Debbo essere sincero: questa partita la temevo moltissimo proprio per l’insieme di tutte queste ragioni, peccato non averla vinta.

Rudi Natali, allenatore dei giallorossi, esprime altrettanta amarezza ma per ragioni diverse: abbiamo disputato un buon primo tempo poi, nella fase iniziale della ripresa, non siamo stati capaci di dare continuità alla prestazione e, quand’è così, capita di venire puniti oltre i propri demeriti. Nell’episodio della punizione e del gol della Cluentina siamo stati leggeri e dovevamo prestare più attenzione tuttavia è anche vero che un gol del genere avrebbe ammazzato chiunque mentre noi siamo stati bravi a reagire, a pareggiare e, nel finale, a sfiorare addirittura il vantaggio in diverse circostanze. Ecco che tale reazione, unita alla compattezza e all’attaccamento alla maglia da parte di tutti, mi fa ben sperare per il finale di campionato che ci attende. Sperando che anche la dea bendata, prima o poi, si accorga di noi.

IL TABELLINO DELLA GARA

POTENZA PICENA – CLUENTINA 1-1

POTENZA PICENA: Giachetta, Rossini, Clemenz (81’ Palacios), Perfetti (55’ Nardacchione), Cerquozzi, Nasif, Vecchione, Micheli, Prosperi (55’ Morbidelli), Giaccaglia (77’ Perrella), Ruggeri.

Allenatore: Rudi Natali

CLUENTINA: Ponzelli, Brandi, Giaconi (63’ Scoccia), Marcantoni, Menghini, Foglia (63’ Pagliarini), Mongiello (63’ Cappelletti), R. Mancini, Ribichini, A. Mancini, Salvati.

Allenatore: Pietro Canesin

MARCATORI: 69’ Andrea Mancini (CL), 83’ Morbidelli (PP).

ARBITRO: Federico Monterubbiano (Fermo)

ASSISTENTI: Elettra Ribera (Fermo), Florin Murarasu (Ancona)

SPETTATORI: circa 250

NOTE: espulsi al 92’ l’allenatore Natali ed il presidente Savoretti del Potenza Picena per proteste.

Alessandro Savi