LA SOSTA NON GIOVA ALLA CLUENTINA, CASTELFIDARDO VINCE DI MISURA

Non bastano i miracoli di Rocchi: per la salvezza bisognerà aspettare ancora


Pietro Canesin: “Approccio molle, è mancata la cattiveria”

Luca Manisera: “Siamo poco concreti, nel finale abbiamo addirittura rischiato”

Il presidente Marcolini: “Far punti qui era difficile, di buono c’è che siamo rimasti in partita fino alla fine”


Marco Rocchi, migliore in campo dei biancorossi

La Vigor Castelfidardo è un’ottima squadra, poco ma sicuro.

Tante idee, tanta qualità, gruppo decisamente coeso e under di ottimo livello: il tutto condito da una organizzazione di gioco che pochi possono vantare in queste categorie.

Se poi aggiungiamo la fame e la cattiveria con cui la squadra di Manisera ha approcciato l’incontro, risulta evidente come la Cluentina di oggi sia apparsa del tutto inadeguata nel fronteggiarla.

I biancorossi di Canesin sono scesi in campo con eccessiva sufficienza e, almeno nel primo tempo, non c’è stata partita: fin dal primo minuto i fidardensi sono stati una sorta di uragano che il pur robusto ombrello del portiere Rocchi non è riuscito a contenere.

Pronti, via e i locali sono immediatamente pericolosi con un dialogo efficacissimo tra Rombini e Terrè che libera quest’ultimo davanti a Rocchi ma la conclusione si spegne addirittura in fallo laterale.

Al 3’ un cross di Gioielli viene deliziosamente deviato di tacco da Altobello verso Pincini che calcia a colpo sicuro ma trova il portiere ospite pronto al primo miracolo della giornata.

Al minuto 8’ Ballarini serve in area Altobello il cui tiro è respinto da Foglia proprio sui piedi dello stesso Ballarini che conclude nuovamente e nuovamente trova Rocchi che compie la seconda spettacolare parata.

La furia biancazzurra si placa per qualche minuto (anche a causa dei numerosissimi off-side segnalati dall’assistente dell’arbitro) poi, al 27’, una repentina ripartenza innesca Pincini il quale pennella un assist perfetto per l’accorrente Mosca che avrebbe la porta spalancata davanti se Rocchi, con un tuffo plastico, non volasse sul pallone togliendoglielo letteralmente dai piedi: al terzo miracolo consecutivo dell’estremo difensore biancorosso anche il pubblico di casa non può fare a meno di applaudire.

Ma il gol è nell’aria e arriva da palla inattiva al 33’: corner battuto da Terrè sul primo palo, tocco dolcissimo di Altobello che anticipa tutti e porta in vantaggio la Vigor.

Pochi minuti più tardi i locali costruiscono un’altra ghiotta occasione in ripartenza ma Rocchi si fionda sui piedi di Rombini e gli smorza la conclusione (39’).

Il primo tempo si chiude dunque con un vantaggio meritatissimo dei padroni di casa che, ad onore del vero, raccolgono molto meno rispetto a quanto avrebbero meritato anche perché la Cluentina non è mai riuscita a tirare in porta.

Durante l’intervallo Canesin corre ai ripari e ne sostituisce tre: fuori Torresi, Foglia e Montecchiari, dentro Pagliarini, Giaconi e Marini con la difesa disposta a quattro per garantire maggior compattezza alla squadra.

La mossa risulta efficace: finalmente la Cluentina riesce ad imbastire qualche trama degna di nota e, più in generale, a dare la sensazione di poter recuperare lo svantaggio.

Al 48’ ci prova Andrea Mancini con un calcio di punizione che si spegne di poco a lato mentre al 62’ un bellissimo assist dello stesso numero dieci pesca Ribichini in area: stop disinvolto e conclusione parata da Lombardi non senza qualche difficoltà.

Al 73’ si rivede la Vigor con un bel fraseggio tra Rombini e Pincini la cui conclusione viene sventata da Rocchi con l’ennesima prodezza.

Dopo aver inserito Salvati al posto di Roberto Mancini, Canesin sostituisce anche l’esausto Ribichini per Cammertoni la cui verve fornisce nuova linfa vitale all’attacco ospite: non ci sono occasioni particolarmente propizie da segnalare nel finale di gara ma la Cluentina è finalmente viva e reattiva e tiene costantemente in apprensione la retroguardia fidardense concludendo la gara in crescendo: emblematico in tal senso è l’atteggiamento del bomber Altobello il quale, in almeno un paio di occasioni, preferisce guadagnare la bandierina del corner per far trascorrere secondi preziosi piuttosto che affondare le ripartenze dei suoi compagni di squadra.

Uno spirito, quello mostrato nella ripresa, cha fa ben sperare in vista delle prossime due gare casalinghe consecutive nel corso delle quali i biancorossi dovranno cercare quei pochi punti mancanti per la conquista della salvezza.

La Vigor, per contro, si lascia alle spalle i passi falsi delle ultime gare e conquista matematicamente i play off che potrà affrontare da seconda forza del campionato, Centobuchi permettendo (le due squadre sono appaiate nella piazza d’onore).

Luca Benedetto Manisera, tecnico dei fidardensi, torna sulla sconfitta interna contro il Rapagnano: la gara di oggi è sovrapponibile a quella con i fermani con l’unica differenza che con loro abbiamo perso mentre oggi abbiamo vinto. Il problema che viviamo in questa fase della stagione è la poca concretezza sotto porta, per il resto abbiamo recuperato la brillantezza che avevamo perso dopo la sconfitta contro il Matelica e siamo tornati a far vedere un calcio propositivo. Certo, nel secondo tempo abbiamo sofferto ma bisogna dar atto a questa Cluentina di aver dimostrato coraggio e di aver cercato sempre di giocare: non sono caratteristiche che abbiamo riscontrato in tutte le squadre affrontate a Castelfidardo.

Pietro Canesin ammette un approccio alla gara tutt’altro che positivo da parte dei suoi: non abbiamo dato l’idea di star qui per giocarci qualcosa, l’abbiamo approcciata con eccessiva leggerezza come se un’eventuale sconfitta non avrebbe fatto troppo male, viste le tre sfide ancora da disputare. Abbiamo fatto fatica a prendere le misure, abbiamo avuto poco coraggio ma. soprattutto, eravamo poco concentrati e poco determinati: ne è la prova il gol subìto da palla inattiva, evitabilissimo. Nel secondo tempo sei passato alla difesa a quattro e la squadra è apparsa più solida: abbiamo iniziato giocando a tre perché volevo un maggior possesso all’inizio dell’azione e per costruire più situazioni da uno contro uno con Mongiello sull’esterno che, invece, abbiamo cercato poco così come non abbiamo quasi mai trovato i due Mancini tra le linee; con la difesa a quattro ho potuto inserire anche Salvati vicino a Ribichini ma non siamo stati in grado di sfruttare la velocità non eccelsa dei loro centrali. Sabato prossimo contro il Porto Sant’Elpidio ci vorrà una squadra diversa, nelle gambe ma soprattutto nello spirito: assolutamente sì. Dobbiamo capire che la salvezza è ancora da prendere e che dipenderà da noi, non dalle sconfitte o dai pareggi degli altri.

Anche il presidente biancorosso Marcolini non nasconde un po’ di amarezza: è un risultato che non ci cambia la vita: ci aspettano tre finali e come tali dovremo approcciarle. Oggi abbiamo affrontato una grande squadra e, tutto sommato, almeno nel secondo tempo, non abbiamo affatto sfigurato tenendo il risultato aperto fino all’ultimo minuto: è questa la nota positiva della giornata. È chiaro che venire a far punti a Castelfidardo era difficile. Non impossibile ma certamente molto difficile.

IL TABELLINO DELLA GARA

VIGOR CASTELFIDARDO – CLUENTINA 1-0

VIGOR CASTELFIDARDO: Lombardi, Ballarini (80’ Santoni), Brugiapaglia, Gioielli, Marconi, Bandanera, Pincini (80’ Borbotti), Terrè, Altobello, Mosca, Rombini (74’ Storani).

Allenatore: Luca Benedetto Manisera

CLUENTINA: Rocchi, Brandi, Torresi (46’ Pagliarini), Marcantoni, Menghini, Foglia (46’ Giaconi), Mongiello, Montecchiari (46’ Marini), Ribichini (76’ Cammertoni), A. Mancini, R. Mancini (65’ Salvati).

Allenatore: Pietro Canesin

MARCATORE: 33’ Altobello

ARBITRO: Daniele Serpentini (Fermo)

ASSISTENTE 1: Davide Paradisi (Pesaro)

ASSISTENTE 2: Elettra Ribera (Fermo)

SPETTATORI: circa 200

Alessandro Savi

CLUENTINA, BUON PARI PRIMA DELLA PAUSA

Resta invariata la distanza dai play out (+3)


Andrea Mancini, undicesimo gol stagionale
Leandro Torresi all’esordio con la maglia da titolare

Pietro Canesin: “Bicchiere mezzo pieno, era importante dare continuità alla vittoria di sabato scorso”

Andrea Mancini: “Un primo tempo eccellente, peccato non siano arrivati i tre punti”

Nicola Aloisi: “Il pareggio ci va stretto”


Tra cerotti e squalifiche, più di così non si poteva fare.

Arriva un punticino che conferma la maledizione del “Tonino Seri” (ultima vittoria contro l’Appignanese lo scorso 3 febbraio) ma il bicchiere è decisamente mezzo pieno, anzi: viste le recenti beffe casalinghe ed il buon finale del Monticelli si può sommessamente gioire perché i play out sono sempre a distanza di sicurezza (tre punti ma ben nove avversarie alle spalle) e perché la lunga pausa (si riprenderà a giocare il 6 aprile) consentirà ai ragazzi di Canesin di recuperare dai vari acciacchi e prepararsi ad un finale di stagione intenso.

La partita vista oggi è stata la classica gara dai due volti: buon primo tempo della Cluentina che, oltre al gol, è stata pericolosa in diverse occasioni (peccato non averne approfittato) e buon secondo tempo del Monticelli che, dopo il rigore del pareggio, ha potuto beneficiare del solito arretramento dei padroni di casa ed ha collezionato almeno tre grosse opportunità.

Tanti assenti da una parte e dall’altra: la Cluentina, oltre al lungodegente Mongiello, è costretta a fare a meno di Ribichini, Pagliarini e Scoccia (squalificati dopo i cartellini rimediati nella sanguinosa trasferta di Rapagnano) mentre Settembri deve rinunciare a Calvaresi, Natalini e Pietrucci mentre, per scelta, relega inizialmente in pancina due big come Panichi (miglior realizzatore della squadra) e Raffaello.  

La prima opportunità della gara è degli ospiti (10’): cross dell’eccellente Aloisi per D’Angelo che, di testa, costringe Rocchi alla deviazione in corner.

La Cluentina risponde al 14’ con Andrea Mancini, autore di un insidioso tiro-cross dalla destra che si spegne sul fondo.

Due minuti più tardi ancora il figlio d’arte Aloisi (il papà Antonio, bandiera dell’Ascoli, ha fatto oltre cento presenze in serie A) si invola sulla fascia sinistra e sfugge al controllo di Torresi per poi crossare un pallone con il contagiri verso Edoardo Marini: tiro al volo e prodigiosa parata d’istinto di Rocchi. 

Al 21’ i padroni di casa passano in vantaggio: veloce ripartenza orchestrata da Roberto Mancini che apre a sinistra per Riccardo Marini il quale vede libero al centro dell’area Andrea Mancini: assist perfetto e girata al volo che si insacca alle spalle dell’incolpevole Melillo.

Gli ascolani reagiscono e al 35’ sfiorano il pari con il difensore Rinaldi che, lanciato da Edoardo Marini, entra in area ma la sua conclusione viene ottimamente murata da Foglia in scivolata.

La ripresa si apre all’insegna dell’equilibrio che regna sovrano per un buon quarto d’ora poi arriva il classico episodio che cambia l’inerzia della fase di gara: azione dalla sinistra del Monticelli, cross al centro dell’area e pallone che rimpalla sul braccio di Trobbiani: l’arbitro è a due passi e concede il penalty che Mariani Gibellieri realizza (59’). Si potrebbe aprire un’ampia parentesi sul fatto che il braccio del centrocampista biancorosso fosse attaccato al corpo ma, di fatto, il pallone viene smorzato di quel tanto che impedisce a D’Angelo di avventarsi su di esso e concludere in porta, dunque giusto così.

La Cluentina dapprima reagisce (ottima occasione per Giaconi che, servito da Salvati, si fa ribattere la conclusione in piena area) quindi si abbassa pericolosamente e subisce la pressione del Monticelli che, in dieci minuti, fallisce tre buone opportunità: al 70’ il capitano Vallorani è protagonista di una veloce ripartenza e di un assist a D’Angelo che, al momento di concludere, si fa ipnotizzare da Rocchi in uscita e spedisce il pallone sul fondo; al 75’ sbaglia Enrico Cappelletti che, lasciato colpevolmente solo in piena area, non riesce a centrare la porta; al 79’ un errore in disimpegno di Marcantoni libera Edoardo Marini che offre un assist ghiottissimo a Troka il quale conclude a lato.

La Cluentina prova a rialzarsi nel finale con una splendida giocata di Riccardo Cappelletti che, di tacco, libera Roberto Mancini la cui conclusione, debolissima, viene facilmente bloccata da Melillo (86’).

Pietro Canesin dispensa ottimismo: Un pareggio che ci fa bene e ci permette, dopo le tante beffe subìte in casa, di dare continuità al risultato precedente. Abbiamo disputato un ottimo primo tempo, c’erano tutte le condizioni per fare il secondo gol e chiuderla. Fino al rigore non ho mai avuto la sensazione che potessero farci male poi, dopo il pari, abbiamo rischiato qualcosa perché abbiamo provato a vincerla. C’è un po’ di rammarico com’è ovvio che sia quando vieni rimontato ma resta la convinzione di aver fatto una buona prova e la soddisfazione di essere artefici del nostro destino, non era affatto scontato. La lunga pausa è un bene o un male per la squadra? Direi senz’altro un bene perché recupereremo Ribichini e Pagliarini e, spero, anche Mongiello. Oltre a loro, la sosta ci servirà per riportare in forma altri giocatori che, per acciacchi di vario genere, non sono ancora al top della condizione. Andremo a fare la nostra bella partita a Castelfidardo poi ne giocheremo due in casa consecutive e speriamo di chiudere la stagione prima possibile e nel miglior modo possibile.

L’esterno offensivo ascolano Nicola Aloisi la pensa diversamente: A mio parere abbiamo giocato una grande partita. Abbiamo creato almeno tre o quattro occasioni nitide, il pareggio ci va stretto ma dobbiamo continuare a lottare perché possiamo raggiungere i play off, abbiamo tutte le qualità per centrare questo obiettivo.

Andrea Mancini, campione di modestia e di semplicità, preferisce parlare della squadra più che della sua undicesima marcatura stagionale: la gara di oggi è l’ennesima dimostrazione che giocare bene per un tempo soltanto non è sufficiente per raccogliere i tre punti. Peccato perché la prima frazione di gioco è stata una delle più belle tra quelle disputate finora: atteggiamento offensivo, aggressione e pressing alto su tutte le palle e poi l’azione del gol che è stata davvero splendida perché abbiamo eseguito alla perfezione i movimenti che il mister ci chiede quando la palla va agli esterni: ci siamo buttati in area a coprire sia il primo che il secondo palo ed è andata bene. Un punto che lascia la classifica pressoché inalterata: infatti non cambia nulla rispetto a sabato scorso e dovremo lottare fino alla fine per conquistare una salvezza che è alla nostra portata e che meritiamo ampiamente.

Una delle tante note positive della giornata è l’esordio con la maglia da titolare del giovanissimo Leandro Torresi, classe 2006: dopo i cinque minuti che mi sono stati concessi alla prima uscita stagionale, non ho più avuto l’opportunità di mettermi in mostra. Un po’ di emozione c’è stata ma ha prevalso la concentrazione e la voglia di far bene nella speranza di conquistare più spazio in futuro. Ti è toccato controllare l’avversario più forte, Nicola Aloisi: un ottimo giocatore che ho cercato di limitare il più possibile: non è stato facile ma credo di aver fatto la mia parte concedendogli un paio di sgroppate sulla fascia, nulla di più. Ho ricevuto i complimenti dal mister e dai compagni di squadra e questa è una grandissima soddisfazione.    

IL TABELLINO DELLA GARA

CLUENTINA – MONTICELLI 1-1

CLUENTINA: Rocchi, Brandi, Torresi (70’ Cammertoni), Marcantoni, Menghini, Foglia, Marini (60’ Giaconi), Trobbiani (70’ Cappelletti), Salvati (80’ Stacchiotti), A. Mancini, R. Mancini.

Allenatore: Pietro Canesin

MONTICELLI: Melillo, Cappelletti, Vallorani (88’ Maoloni), Santoni (60’ Raffaello), Rinaldi, Fattori, Marini, Mariani Gibellieri (80’ Panichi), D’Angelo (70’ Troka), Aloisi, Mattei.

Allenatore: Cristian Settembri

MARCATORI: 21’ A. Mancini (C), 59’ Mariani Gibellieri (M) su rigore.

ARBITRO: Amir Bardi (Macerata)

ASSISTENTE 1: Samuel Gasperi (San Benedetto del Tronto)

ASSISTENTE 2: Roberto Belleggia (Fermo)

SPETTATORI: circa 150

Alessandro Savi

Buon Compleanno Alfredo!

Ogni amico della Cluentina è una risorsa importante per la nostra società.

Oltre agli amici abbiamo la fortuna di poter contare anche su persone speciali perché da sempre ci sono vicine, ci sostengono e ci aiutano in mille modi. Una di queste è Alfredo Canesin, uomo di rara cortesia e di straordinaria bontà che ogni sabato pomeriggio espone i nostri vessilli allo stadio e riempie i nostri cuori con il suo inesauribile affetto. Auguri per i tuoi primi settant’anni, caro Alfredo!

LA QUINTA SINFONIA ESTERNA HA IL PROFUMO INEBRIANTE DELLA SALVEZZA


Paolo Cerquetta: “Tre punti per la classifica ma soprattutto per il morale”

Pietro Canesin: “Sono queste le partite che ci rappresentano”


La sinfonia n.5 in do minore composta da Ludwig Van Beethoven tra il 1804 e il 1808 è una delle più grandi ed acclamate della storia della musica; le sue quattro note introduttive sono gravi, adatte ad un momento di estrema tensione e fortemente angoscianti.

Oggi La Cluentina l’ha eseguita perfettamente sotto la mirabile direzione d’orchestra del maestro Canesin meritando la standing ovation dei suoi sostenitori al fischio finale dell’arbitro Alfonsi.

Quinta come le vittorie in trasferta conquistate dai biancorossi, tesa e angosciante come il colpo di testa del portiere rossoverde Illuminati al 94’ ma anche acclamata e liberatoria come i 33 punti in classifica che, dopo i recenti passi falsi, emancipano la squadra da un possibile finale di campionato in sofferenza.  

L’ultima vittoria biancorossa risaliva allo scorso 3 febbraio (2-0 all’Appignanese al Tonino Seri): da allora solo una manciata di punti e tante recriminazioni per le beffe sopraggiunte nei finali di gara (Cascinare, Casette Verdini, Potenza Picena e Centobuchi) alcune meritate, altre decisamente da imputare alla malasorte.

Non era affatto scontata questa vittoria, tutt’altro: il Rapagnano veniva da quattro risultati utili consecutivi (tra i quali la clamorosa vittoria conseguita sabato scorso a Castelfidardo) e stava accarezzando la possibilità di una rimonta del tutto insperata fino a qualche settimana prima; per contro, la Cluentina l’ha approcciata con diverse assenze sia per infortunio (Mongiello) che per squalifica (Giaconi) nonché con diversi giocatori non al meglio della condizione (Rocchi, Roberto Mancini, Brandi, Ribichini e Scoccia).

A tutto ciò si deve aggiungere la condizione pietosa del rettangolo di gioco nel quale il solo pensiero di giocare con la palla a terra ha rappresentato un vero e proprio azzardo: di qui le tante mezze palle, i rinvii e i lanci lunghi a scavalcare il centrocampo, le azioni convulse e i fraseggi impossibili.

Partono meglio i fermani che collezionano ben sei calci d’angolo in meno di venti minuti prima di costruire l’occasione da gol più ghiotta del match: HiHi – che ha un cognome esilarante e due piedi ben educati – scatta sul filo del fuorigioco per le vie centrali ma, di fronte a Rocchi in uscita, conclude centralmente proprio sul portiere che si rannicchia sul pallone proteggendolo come un pargoletto.

La Cluentina si sveglia nell’ultimo quarto d’ora con tre buone opportunità: conclusione a lato di Brandi dalla lunga distanza (29’), scivolata di Salvati su assist di Ribichini deviata in corner da Innamorati al 32’ (con rimbalzo maledetto che gli sposta il pallone al momento della conclusione), assist di Brandi per Ribichini che fugge sulla fascia destra ma, invece di crossare al centro, opta per una conclusione che risulta alta e sbilenca.

Al rientro in campo dopo il riposo l’orchestra biancorossa avvia l’esecuzione della sinfonia: le prime due note sono entrambe di Ribichini che, in meno di un minuto, dapprima calcia di poco alto da fuori area poi, di nuovo da fuori, costringe il portiere fermano ad una deviazione in corner (48’).

Quindi, dopo un numero pressoché stellare di azioni rossoverdi fermate in offside, arriva il gol degli ospiti: corner battuto corto da Andrea Mancini per il subentrato Marini il quale riesce ad entrare in area e a servire Roberto Mancini che, in spaccata, sigla il vantaggio. 

La reazione del Rapagnano è rabbiosa ma non troppo lucida e stavolta la Cluentina è determinata a gestire il vantaggio con più furbizia e più attenzione rispetto al recente passato.

Al minuto 83’ un cross del giovane e interessante Keci libera Macchini davanti alla porta ma, una frazione di secondo prima che possa concludere a botta sicura, Pagliarini – con un intervento da dietro pulito sul pallone che vale più di un gol – lo lascia a bocca asciutta: per fortuna l’arbitro è lì a due passi e non concede il penalty fortemente invocato da giocatori e tifosi rossoverdi.

Un’ultima curiosa appendice al 94’: calcio di punizione per i padroni di casa ad una decina di metri dal vertice sinistro dell’area di rigore, sul pallone va il portiere Innamorati che, com’è noto, è dotato di un sinistro autorevole; d’un tratto tutti i fantasmi che hanno popolato gli incubi dei biancorossi nelle ultime settimane si materializzano nuovamente (vuoi vedere che…); Macchini spinge via il suo compagno di squadra (che si va a collocare al centro dell’area) quindi crossa e … indovinate chi incoccia la palla? Manco a dirlo, lo stesso Innamorati che però trova il collega Rocchi pronto alla parata finale e decisiva.

Poi tutti sotto gli spalti a festeggiare la quinta sinfonia di una bellissima stagione interpretata da una squadra la quale, alla maniera degli eroi, esce trionfante dalle imprese più difficili: non a caso anche Beethoven, prima di comporre la quinta sinfonia, ha composto la terza che è detta anche “sinfonia del destino” o, appunto, “eroica”.

Il cordialissimo tecnico Graziano Garagliano ostenta la serenità tipica di chi sa che sta facendo tutto ciò che è nelle sue possibilità: in occasione del gol subìto abbiamo peccato di concentrazione e purtroppo non possiamo permettercelo: è stato un errore che paghiamo a caro prezzo. Mi dispiace per i ragazzi perché, ad eccezione di quel momento, siamo stati sempre dentro la partita. Dispiace anche per l’infortunio di HiHi ma sono certo che, continuando così, ci tireremo fuori dalle sabbie mobili.

Il vice presidente del sodalizio biancorosso Paolo Cerquetta è invece raggiante: tre punti fondamentali per la classifica e soprattutto per il morale perché venivamo da un periodo particolare in cui spesso siamo stati raggiunti o sorpassati nei finali di gara. Debbo fare un plauso a tutti i ragazzi perché hanno dato tutti il massimo, anche coloro che sono partiti dalla panchina. Sabato ci aspetta un avversario tosto – il Monticelli – e dobbiamo preparare la partita in settimana nel migliore dei modi poi ci sarà una lunga sosta che, mi auguro, ci consentirà di recuperare tutti i giocatori infortunati.

Sulla stessa lunghezza d’onda il direttore d’orchestra, mister Pietro Canesin: sono queste le partite che ci rappresentano: ci rappresentano nel sacrificio, ci rappresentano nella voglia di andare a vincerle, ci rappresentano nello spirito di chi subentra ed è spesso decisivo. Riusciamo ad andare oltre le nostre qualità che compensiamo con uno spirito di gruppo che è meraviglioso. Rocchi e Ribichini che giocano dopo aver fatto le infiltrazioni, Roberto Mancini che fino a ieri era febbricitante ma scende in campo ugualmente ed è addirittura decisivo sono la cifra della nostra generosità e della nostra abnegazione. Oggi si può dire davvero che la gara l’abbiamo vinta in venti, non solo negli undici che erano in campo. Una partenza con il freno a mano tirato poi, pian piano, la squadra è venuta fuori: sì, il primo tempo non mi è piaciuto: troppo leziosi e poco disposti al sacrificio: non stavamo accettando la fatica della gara. Però nel secondo tempo non c’è stata partita non perché abbiamo creato chissà quante occasioni da gol ma perché l’abbiamo letta e interpretata nel migliore dei modi. Siamo in una fase del campionato in cui, se ti vuoi salvare, i risultati devi andare a prenderli tu senza sperare che gli altri facciano meno di te. E questo è esattamente ciò che abbiamo fatto nel secondo tempo. Quanto manca alla salvezza? Almeno tre o quattro punti che, invertendo la tendenza, proveremo a prendere in casa già sabato prossimo. Anche se saremo fortemente rimaneggiati dalle squalifiche di Scoccia, Ribichini e Pagliarini dovremo fare una bella partita e, dopo quanto ho visto oggi, so perfettamente che è alla nostra portata.

Esatto, mister. Ed è appena il caso di ricordare che la nona ed ultima sinfonia di Beethoven è detta la “Corale” e contiamo di eseguirla tutti insieme appena la salvezza sarà matematica. Dunque il prima possibile.

IL TABELLINO DELLA GARA

RAPAGNANO – CLUENTINA 0-1

RAPAGNANO: Innamorati, Facciaroni, Corradini, Hihi (68’ Bitti), Iommetti, Scriboni, Keci, Polozzi (60’ Macchini), Di Donato (60’ Ciucani), Sako (87’ Funari), Rapacci.

Allenatore: Graziano Garagliano

CLUENTINA: Rocchi, Brandi (73’ Scoccia), Stacchiotti (60’ Pagliarini), Marcantoni, Menghini, Foglia, Montecchiari (73’ Cappelletti), R. Mancini, Ribichini, A. Mancini (82’Trobbiani), Salvati (60’ Marini).

Allenatore: Pietro Canesin

Marcatori: 75’ R. Mancini

Arbitro: Jacopo Alfonsi (San Benedetto del Tronto)

Assistenti: Mirko Baldisserri (Pesaro), Alessandro Meo (Macerata)

Spettatori: circa 150

Note: espulso al 94 Scoccia (C) per fallo di reazione.

Alessandro Savi

MALEDETTA ZONA CESARINI!

Un Ribichini immenso non basta ad evitare l’ennesima sconfitta casalinga.


Fusco: vittoria meritata ma dobbiamo gestire meglio le partite.

Canesin: messo in difficoltà un avversario forte ma noi troppo ingenui.


Mattia Ribichini: prima doppietta in maglia biancorossa

Finisce come la “partita del secolo” la sfida tra Cluentina e Centobuchi che, esattamente come la semifinale dei mondiali messicani del 1970, è stata una gara intensa, molto bella e con il risultato in bilico fino all’ultimo istante.

I biancorossi recriminano – oltre che per alcune contestate decisioni arbitrali – anche per i tanti punti persi nelle battute finali delle ultime quattro partite e, dopo l’ennesima sconfitta casalinga della stagione, vedono più da vicino la zona play-out che dista oramai soltanto tre miseri punti: da questa prospettiva la sfida di sabato prossimo a Rapagnano si colora inevitabilmente di tinte forti.

Per contro, la formazione di Salvatore Fusco approfitta dello scivolone interno della Vigor Castelfidardo contro il redivivo Rapagnano e avvicina gli stessi fidardensi il cui secondo posto in classifica, a due punti di distanza, è per la prima volta messo in discussione nel corso di questo girone di ritorno.

Numerosi i cenni di cronaca.

È la Cluentina a partire con il piede giusto tanto che, dopo appena quattro minuti, un lancio di Roberto Mancini sulla fascia sinistra trova libero Ribichini il quale supera in dribbling De Cesaris e trafigge l’incolpevole Camaioni da posizione angolata sul secondo palo.

La reazione del Centobuchi è rabbiosa e immediata: dapprima un corner di Napolano sul primo palo trova De Cesaris pronto alla deviazione vincente (8’) poi, tre minuti più tardi, lo stesso Napolano, con un gran tiro da fuori area, mette il pallone sotto la traversa dove Ponzelli non può arrivare.

L’uno-due degli ospiti è di quelli micidiali ma la Cluentina ha il merito di non scomporsi e di non accusare minimamente il colpo: gli avversari giocano bene e attaccano in tanti ma inevitabilmente lasciano anche giocare e i ragazzi di Canesin sanno approfittarne.

Due occasioni consecutive per Salvati: al 23’ l’attaccante civitanovese raccoglie un cross di Andrea Mancini e conclude di testa di poco a lato mentre due minuti più tardi, di un soffio, non riesce a raccogliere il cross dell’altro Mancini – Roberto – che lo aveva liberato proprio davanti a Camaioni.

Al 37’ buona opportunità per Ribichini la cui girata al volo finisce sul fondo poi, allo scadere del primo tempo, una punizione di Andrea Mancini attraversa tutta l’area ospite senza trovare nessuno pronto al tap-in vincente e il pallone che fa la barba al palo.

All’inizio della ripresa arriva il meritato gol del pareggio da calcio piazzato: sulla palla si appropinquano sia Mancini che Ribichini e, mentre tutti si aspettano l’esecuzione del numero dieci, il centravanti biancorosso lascia partire un’autentica fucilata che si insacca alle spalle di Camaioni.

La Cluentina adesso ci crede e prova a fare il colpaccio ma deve fare i conti con il direttore di gara che non vede un evidente tocco di mano in area di un difensore (60’) scatenando così le vibranti proteste dei giocatori biancorossi.

Poi, al 65’, il momento topico della gara: azione concitata all’interno dell’area di rigore ascolana con due legni colpiti dalla Cluentina quindi Pietropaolo si impossessa del pallone e, nell’avvio della ripartenza, viene atterrato da Giaconi con un tackle a gamba alta: cartellino rosso sacrosanto, biancorossi in inferiorità numerica e Canesin costretto a sostituire Salvati con Stacchiotti.

Il Centobuchi adesso ha spazi in abbondanza e si rende pericoloso soprattutto nella sua catena di sinistra dove, in posizione avanzata, Napolano giganteggia smistando una quantità impressionante di palloni.

Al 75’ Roberto Mancini si fa rubar palla ingenuamente da Pietropaolo che serve Veccia il quale, dal limite dell’area, lascia partire una conclusione potente ma centrale che Ponzelli riesce solo a respingere; sul pallone si avventano Foglia e Picciola con quest’ultimo che, nel concludere, colpisce la caviglia del difensore: palla in rete e nuove vivacissime proteste dei giocatori biancorossi. 

Canesin si gioca la carta della disperazione: fuori un difensore (Menghini), dentro l’attaccante Cammertoni (81’) e Cluentina che si riversa in attacco guadagnando due corner consecutivi al minuto 86’ entrambi calciati dal solito Andrea Mancini; il secondo è un cross teso in area che viene respinto – a giudizio dell’arbitro – da un difensore ascolano reo di essersi aiutato con un braccio.

Stavolta sono i ragazzi di Fusco a protestare (probabilmente non a torto) ma Cocci è irremovibile e concede il penalty: esecuzione affidata allo stesso Mancini che Camaioni intuisce ma non riesce a trattenere ed è nuovamente parità.

Non è ancora finita perché – proprio come accaduto due settimane fa contro il Casette Verdini – la beffa arriva nei minuti di recupero, esattamente al 93’ quando Napolano inventa un cross perfetto per Liberati la cui sponda per l’accorrente Cialini è altrettanto impeccabile: colpo di testa vincente del centravanti biancoazzurro e rete del definitivo 3-4.

Salvatore Fusco si gode i tre punti preziosi ma non vuol sentir neppure parlare della Vis Castelfidardo e del secondo posto che si avvicina: guardiamo soltanto in casa nostra: è stata una partita interpretata bene dai miei fin dall’inizio che si è aperta con un eurogol di Ribichini al quale abbiamo risposto due volte in dieci minuti. C’è un po’ di rammarico perché abbiamo avuto la possibilità di chiuderla fin dal primo tempo mentre invece alcuni nostri errori uniti ad alcune decisioni dubbie della terna arbitrale non ce lo hanno consentito. Poi nella ripresa è venuta fuori l’organizzazione della Cluentina, il pareggio su calcio piazzato, il nostro nuovo vantaggio ed infine l’episodio del calcio di rigore che io, onestamente, non ho visto. L’abbiamo ripresa nei minuti di recupero – credo con ampio merito – ma dobbiamo migliorare di più nella gestione della gara.

Pietro Canesin mastica l’amaro boccone con tanti rimpianti ma trova parole di elogio per i suoi ragazzi: probabilmente è stata la gara più bella tra quelle disputate nel girone di ritorno: intensi, aggressivi, capaci di creare tante occasioni e di dare sempre l’impressione di poter far male. Poi è chiaro che la partita gira tutta intorno a quella sequenza traversa-palo-cartellino rosso che ci ha scaraventato in un istante dalla possibilità di fare il gol del vantaggio all’inferiorità numerica. Peccato perché sia il risultato nostro che quello degli altri, oltre a punirci oltre i demeriti, cambiano tutta la prospettiva di queste ultime sei gare. È un periodo in cui le cose non vanno per il verso giusto, questo è evidente: giochiamo bene ma raccogliamo molto poco e dobbiamo lavorare per invertire questa tendenza. A volte, l’impressione è che ci si perda in alcuni dettagli che, alla lunga, diventano decisivi: esatto, a volte non riusciamo a “sporcare” le partite. Questo vale sia per Cascinare che per Potenza Picena e vale anche oggi: siamo troppo ingenui e pecchiamo di cattiveria e di furbizia.

IL TABELLINO DELLA GARA

CLUENTINA – ATLETICO CENTOBUCHI 3-4

CLUENTINA: Ponzelli, Pagliarini (78’ Montecchiari), Giaconi, Marcantoni, Menghini (81’ Cammertoni), Brandi (54’ Foglia), Marini (58’ Scoccia), R. Mancini, Ribichini, A. Mancini, Salvati (66’ Stacchiotti).

Allenatore: Pietro Canesin

ATLETICO CENTOBUCHI: Camaioni, Filipponi, fabi Cannella, Veccia, De Cesaris, Stacchiotti, Sharif (58’ Zadro), Pietropaolo (85’ Liberati, 93’ Lanzano), Picciola, Napolano, Cialini.

Allenatore: Salvatore Fusco

MARCATORI: 4’ Ribichini (CL), 8’ De Cesaris (AC), 11’ Napolano (AC), 48’ Ribichini (CL), 75’ Picciola (AC), 86’ A. Mancini – Rig – (CL), 93’ Cialini (AC).

ARBITRO: Stefano Cocci (Ascoli Piceno)

ASSISTENTE 1: Davide Giannoni (Pesaro)

ASSISTENTE 2: Francesco Giorgio Bianchi (Macerata)

SPETTATORI: circa 150
NOTE: espulso al 65’ Giaconi (CL) per condotta violenta Alessandro Savi

LA DURA LEGGE DEL “MANCIO” REGALA UN PUNTO D’ORO ALLA CLUENTINA


Prestazione d’orgoglio dei biancorossi dopo la rocambolesca sconfitta interna con Casette Verdini.

Giaconi: “il brutto episodio di sabato scorso ci ha dato la forza per far bene oggi”

Canesin: “settimana difficile, ci voleva un gruppo con valori e carattere per uscire indenni da questo campo”

Andrea Mancini, solito gol da calcio di punizione

È stato il fine settimana dei pareggi (ben sette su otto partite) di fronte al quale Potenza Picena e Cluentina si sono adeguate.

Tuttavia, mentre il punticino avvicina i biancorossi di Canesin all’agognata salvezza, serve veramente a poco ai potentini che restano appaiati al Rapagnano all’ultimo posto in classifica con un gap di ben otto punti dalla zona salvezza e lo spauracchio della retrocessione diretta, senza passare attraverso la lotteria dei play out.

Il pubblico di casa – decisamente di categoria superiore – si è stretto attorno alla squadra guidata da Natali e, dal primo all’ultimo minuto, non ha mai smesso di incitarla ottenendo dai giocatori una risposta discreta ma non ancora sufficiente per sperare in una netta inversione di tendenza rispetto a quanto espresso finora.

Dal canto suo la Cluentina si rialza dopo la brutta caduta di sabato scorso, aggiunge un punto in più alla sua classifica con una gara in meno da disputare mantenendo inalterato il tesoretto di quattro punti dal quintultimo posto.

I biancorossi approcciano la partita più efficacemente dei padroni di casa che, già dopo appena due minuti, tremano di fronte alla punizione di Andrea Mancini che, defilato e vicinissimo alla bandierina, mette in seria difficoltà Giachetta costretto a smanacciare in calcio d’angolo.

La prima occasione giallorossa arriva soltanto al 22’ quando un meraviglioso cross di Giaccaglia pesca Prosperi che, di testa, impegna Ponzelli in una respinta complicata ma efficace.

Altra bella opportunità per la Cluentina al 24’: Giaconi apre perfettamente da sinistra a destra per Mongiello che si accentra e calcia in porta sfiorando il palo alla destra del portiere giallorosso.

Al 33’ il Potenza Picena sciupa la palla-gol più nitida dell’incontro: l’ennesimo efficacissimo cross di Giaccaglia trova ancora una volta Prosperi libero davanti alla porta ma la conclusione – altissima -dell’attaccante è da film dell’orrore.

Al 43’ la Cluentina restituisce il favore: corner di Mongiello per l’accorrente Brandi che, in spaccata, si fa respingere la conclusione dal portiere.

Al rientro in campo dopo la pausa segue un quarto d’ora del tutto privo di emozioni e Natali, per spezzare l’inerzia, decide di sostituire Perfetti e Prosperi con Morbidelli e Nardacchione: i giallorossi adesso sono più sbilanciati e si espongono maggiormente alle ripartenze ospiti come quella capitata al 60’ a Mongiello che viene letteralmente abbattuto da Clemenz un istante prima di entrare in area; il conseguente calcio di punizione battuto da Andrea Mancini finisce fuori di un niente.

È il preludio al gol biancorosso che arriva al 64’ sempre grazie ad una punizione dello stesso Mancini la cui parabola attraversa tutta l’area piccola e, senza che nessuno intervenga, finisce beffardamente in fondo al sacco.

Anche Canesin decide di sostituire tre giocatori: fuori Giaconi e Foglia (entrambi ammoniti) e dentro Scoccia e Pagliarini mentre Mongiello, tra i migliori in campo, esce per infortunio e lascia il posto a Cappelletti.

La Cluentina dapprima dà l’impressione di controllare agevolmente il vantaggio poi i padroni di casa raccolgono le ultime risorse e danno vita ad un vibrante finale di gara nel corso del quale dapprima pareggiano, poi sfiorano addirittura un insperato successo collezionando tre palle-gol una dopo l’altra: al minuto 83’ la difesa biancorossa non riesce a pulire l’area di rigore e la palla carambola tra i piedi del liberissimo Morbidelli che, in sospetta posizione di fuorigioco, trafigge Ponzelli; cinque minuti più tardi un errore in disimpegno acrobatico di Menghini spiana la strada a Perrella il cui tiro insidioso da destra a sinistra sfiora il palo alla destra del portiere biancorosso; al 92’ Nardacchione colpisce addirittura il palo con Ponzelli abbondantemente superato.

Ne segue un finale incandescente con l’arbitro Monterubbiano (eccellente la sua direzione) costretto ad espellere il tecnico Natali e il presidente giallorosso Savoretti per proteste.

Tommaso Ponzelli, protagonista di una gara attenta, commenta così la sua seconda presenza da titolare in campionato: rispetto a Matelica ero sicuramente più tranquillo e sereno ma, allo stesso tempo, concentratissimo. Ho cercato di dare il massimo per i miei compagni, peccato per il gol subito: avevamo tutti assaporato anzitempo la gioia di una vittoria che sarebbe stata utilissima. Cos’è successo in quel frangente? Eravate in attesa del fischio dell’arbitro che sancisse la posizione di off-side? Forse sì, forse no. L’attaccante era abbastanza avanti, questo è certo, ma io ero di spalle e non ho potuto vedere bene la sua posizione. Sta di fatto che Morbidelli era solo e ha segnato, probabilmente non siamo stati sufficientemente attenti in quella circostanza.

Pierpaolo Giaconi fa un’analisi che tiene in considerazione la settimana difficile vissuta dalla Cluentina: per come è andata la partita, per il campo difficile e per il contesto in cui l’abbiamo giocata secondo me è un punto importantissimo che ci porta a quota trenta e, considerando il fatto che lo scorso anno ci siamo salvati con cinque punti in più, ci regala serenità e tranquillità per il finale di stagione che ci aspetta. Del resto non è facile giocare a Potenza Picena e fare punti perché loro sono forti e possono contare su un pubblico importante. Eravamo reduci da una sconfitta assurda la quale, tuttavia, ci ha caricato moltissimo e ci ha spinto a lavorare più intensamente in settimana: i risultati si sono visti.

Anche Pietro Canesin non nasconde le insidie di questa giornata: sinceramente provo un po’ di amarezza per non aver portato a casa l’intera posta. Per come hanno reagito al rospo ingoiato sabato scorso, i ragazzi avrebbero meritato un premio più grande ma posso dire che la reazione c’è stata ed è stata esemplare, da squadra vera e con valori importanti. L’avversario di oggi, contrariamente a quanto esprime la classifica, è una squadra forte dunque ciò che siamo riusciti a fare, perlomeno a livello di morale e di motivazioni, vale come una vittoria. Anche il contesto va tenuto in considerazione: noi siamo abituati a giocare in un clima di grande tranquillità mentre qui l’ambiente è massimamente carico e, se non hai il carattere e la personalità, non ne esci vivo. Debbo essere sincero: questa partita la temevo moltissimo proprio per l’insieme di tutte queste ragioni, peccato non averla vinta.

Rudi Natali, allenatore dei giallorossi, esprime altrettanta amarezza ma per ragioni diverse: abbiamo disputato un buon primo tempo poi, nella fase iniziale della ripresa, non siamo stati capaci di dare continuità alla prestazione e, quand’è così, capita di venire puniti oltre i propri demeriti. Nell’episodio della punizione e del gol della Cluentina siamo stati leggeri e dovevamo prestare più attenzione tuttavia è anche vero che un gol del genere avrebbe ammazzato chiunque mentre noi siamo stati bravi a reagire, a pareggiare e, nel finale, a sfiorare addirittura il vantaggio in diverse circostanze. Ecco che tale reazione, unita alla compattezza e all’attaccamento alla maglia da parte di tutti, mi fa ben sperare per il finale di campionato che ci attende. Sperando che anche la dea bendata, prima o poi, si accorga di noi.

IL TABELLINO DELLA GARA

POTENZA PICENA – CLUENTINA 1-1

POTENZA PICENA: Giachetta, Rossini, Clemenz (81’ Palacios), Perfetti (55’ Nardacchione), Cerquozzi, Nasif, Vecchione, Micheli, Prosperi (55’ Morbidelli), Giaccaglia (77’ Perrella), Ruggeri.

Allenatore: Rudi Natali

CLUENTINA: Ponzelli, Brandi, Giaconi (63’ Scoccia), Marcantoni, Menghini, Foglia (63’ Pagliarini), Mongiello (63’ Cappelletti), R. Mancini, Ribichini, A. Mancini, Salvati.

Allenatore: Pietro Canesin

MARCATORI: 69’ Andrea Mancini (CL), 83’ Morbidelli (PP).

ARBITRO: Federico Monterubbiano (Fermo)

ASSISTENTI: Elettra Ribera (Fermo), Florin Murarasu (Ancona)

SPETTATORI: circa 250

NOTE: espulsi al 92’ l’allenatore Natali ed il presidente Savoretti del Potenza Picena per proteste.

Alessandro Savi

Un altro laureato in casa Cluentina


Il vice capitano Marco Menghini (Mengo per tutti) ha conseguito la laurea magistrale in Economia e Management con la votazione di 97/110 dopo la discussione di una tesi sulla “Riforma fiscale 2023”.

Il sogno di Marco è divenire commercialista dunque, dopo i meritati festeggiamenti, inizierà il praticantato di 18 mesi obbligatorio per legge al fine di ottenere l’abilitazione.

Dopo la partita contro il Casette Verdini i suoi amici e compagni di squadra hanno “addobbato” la sua macchina con centinaia di post-it colorati e messaggi di complimenti e di auguri: anche la Cluentina Calcio esprime le più sentite felicitazioni e l’augurio di una piena realizzazione professionale al proprio giocatore.


HARAKIRI CLUENTINA

Mancini agguanta il pareggio al 96’ poi palla al centro e Kakuli-gol: vince il Casette Verdini

Rocchi croce e delizia: para tutto poi si fa espellere

Marcantoni: “ciò che è successo è inspiegabile”

Il presidente Marcolini: “digerire la sconfitta e prepararsi alla prossima gara” 


Roberto Mancini, autore del gol del momentaneo pareggio

Quando la Cluentina vede amaranto la sconfitta è assicurata, almeno in questa stagione poiché, tra campionato e coppa Italia, il Casette Verdini ha fatto poker: quattro partite, quattro vittorie.

Ma, contrariamente alla gara d’andata, stavolta i biancorossi hanno avuto la grossa opportunità di strappare un insperato pareggio che, per come è arrivato, in dieci contro undici e dopo venti minuti di assalto, avrebbe avuto un valore immenso, quasi più di una vittoria.

Avrebbe caricato a pallettoni i ragazzi in vista dello scontro di domenica prossima a Potenza Picena, avrebbe consentito un altro passo avanti in classifica, avrebbe lanciato la squadra verso un finale di campionato più agevole mentre invece, al fischio finale di Alfonsi, i biancorossi si leccano le ferite e maledicono quell’ottavo, ultimissimo minuto di recupero in cui si sarebbe dovuto impedire all’avversario di fare anche due soli passaggi consecutivi, anche sparando il pallone nel parcheggio del supermercato.

Peccato, davvero peccato, ancora una volta peccato.

E pensare che la prima frazione di gioco era stata piuttosto equilibrata con – questo sì – qualche occasione in più per gli ospiti ma con una Cluentina ben organizzata che, per sopperire all’assenza per squalifica di Andrea Mancini, aveva sfoderato una prestazione priva di fronzoli ma grintosa e attenta.

Le sortite dei pollentini iniziano con Romanski che, al 16’, scaglia un tiro da fuori area forte ma centralissimo che non crea alcun problema a Rocchi; ancora Romanski al 24’ brucia Mongiello in contropiede lungo la fascia sinistra ma, non appena prova ad accentrarsi, trova dinanzi a sé Rocchi in uscita che gli copre lo specchio della porta e lo costringe ad un tiro fiacco e troppo angolato che si spegne sul fondo; al 31’ un tentativo di contropiede della Cluentina viene fermato da un rimpallo che, scavalcando tutti i difensori biancorossi in uscita, spalanca la porta a Ulivello che viene splendidamente anticipato da Menghini.

La prima frazione di gioco si chiude con una bella occasione per Cappelletti che, servito da un confetto di Mongiello, salta un difensore ma viene bloccato dall’accorrente Telloni che gli soffia il pallone.

Nella ripresa scende in campo un Casette Verdini più determinato e concreto e la Cluentina, come spesso accade, si abbassa pericolosamente e subisce per venti minuti abbondanti l’iniziativa amaranto.

Quella che in passato avevamo definito come “sindrome da Jekyll e Hyde” – ovvero lo sdoppiamento della personalità tra il primo e il secondo tempo – inevitabilmente si ripresenta e, stavolta, ha tutti i connotati tipici della “paura di vincere” o quantomeno della paura di non perdere: è un paradosso sul quale occorrerebbe indagare una volta per tutte con una seduta di gruppo di psicoterapia.

Sta di fatto che la prima parte della ripresa è un monologo ospite che inizia dopo appena due minuti quando Rocchi è bravo a respingere una palla scodellata pericolosamente in area di rigore: sfera che dispettosamente carambola sui piedi di Gentilucci il quale, dal limite e con lo specchio della porta aperto, conclude debolmente trovando la poderosa respinta di testa di Scoccia proprio sulla linea; al 50’ Vincenzo Russo batte un corner alla maniera di Massimo Palanca con palla rientrante ma trova ancora Rocchi bravissimo a respingere; un minuto più tardi ci prova Ulivello con una palombella dalla sinistra che il portiere biancorosso riesce a bloccare togliendo letteralmente il pallone dall’incrocio (forti proteste dei giocatori amaranto secondo i quali la palla avrebbe superato la linea di porta); al 53’ un rinvio del portiere Grifi coglie impreparata tutta la difesa della Cluentina e libera nuovamente al tiro Ulivello la cui conclusione lambisce la traversa e finisce sul fondo; al 57’ Russo batte a sorpresa un innocuo calcio di punizione e serve il liberissimo Gentilucci che tira in porta e – manco a dirlo – Rocchi para ancora.

Tanto tuonò che piovve: al 65’ un lancio che parte dalla difesa amaranto raggiunge l’eccellente Russo che s’invola lungo la fascia sinistra e, con una conclusione radente ad incrociare, porta meritatamente in vantaggio il Casette Verdini.

Stavolta sono i giocatori della Cluentina a protestare giacché l’assist all’autore del gol sembra effettivamente viziato da una posizione di fuorigioco dello stesso: l’assistente purtroppo è lontanissimo dall’azione e non sbandiera, l’arbitro convalida, tutti i biancorossi vanno a protestare.

Tra questi il più convinto di tutti dell’errore arbitrale è proprio il portiere che eccede per impeto, veemenza e, probabilmente, anche nel linguaggio: cartellino rosso che interrompe bruscamente il processo di beatificazione avviato nei suoi confronti dai compagni di squadra per aver tolto loro, per l’ennesima volta, tante castagne dal fuoco.

Cluentina in dieci e Canesin costretto a rinunciare al terminale offensivo Ribichini per far entrare il secondo portiere Ponzelli.  

Dopo la duplice mazzata è lecito aspettarsi una Cluentina in disarmo ed un Casette Verdini in souplesse: avviene esattamente il contrario e i biancorossi tornano a giocare, alzano il baricentro e, di fatto, schiacciano gli avversari nella propria metà campo.

Adesso è il Casette Verdini che è attanagliato dalla paura di vincere e, nonostante qualcuno tra il pubblico ricordi loro come un mantra che hanno un uomo in più, il campo sembra dimostrare il contrario. 

All’85’ Mongiello, da calcio d’angolo, serve Foglia il cui colpo di testa finisce di poco alto; all’88’ Cammertoni s’invola sulla fascia destra e mette al centro un velenoso pallone respinto dalla difesa amaranto (proteste biancorosse per un presunto tocco di mano in area); al 96’ Roberto Mancini raccoglie un cross perfetto di Mongiello e sigla la rete dell’insperato pareggio scatenando l’apoteosi tra i sostenitori biancorossi.

È cosa fatta? Macché! Ci sono ancora pochi spiccioli di recupero da giocare e il Casette Verdini li sfrutta con un cinismo impressionante: palla al centro, sfera a Telloni che serve il subentrato Kakuli che rientra col destro e con il sinistro lascia partire una staffilata che supera beffardamente Ponzelli.

L’esplosione di gioia del pubblico di fede amaranto risuona come un ghigno sinistro e insopportabile per chi, come noi, ancora una volta è costretto a maledire la sorte ma anche la propria ingenuità.  

Mister Roberto Lattanzi si gode il sofferto successo: “primo tempo equilibrato ma finito in crescendo e ripresa in cui siamo partiti davvero forte con due o tre occasioni nitidissime; avevamo creato tutti i presupposti per far gol poi, una volta passati in vantaggio, la squadra ha avuto un po’ di paura e si è abbassata troppo nonostante la superiorità numerica; per contro la Cluentina – che è una squadra forte e ben guidata da un allenatore giovane ma esperto della categoria come Pietro Canesin – si è ben disposta in campo e ci ha messo in difficoltà: sentivo il loro gol nell’aria e in effetti è arrivato a causa di una nostra ingenuità difensiva. Per fortuna siamo riusciti a rimetterla in piedi proprio all’ultimo istante”.

Amareggiatissimo il presidente della Cluentina Marcolini: “l’espulsione per forza di cose ha condizionato la gara che, comunque, avevamo recuperato con l’anima e con il cuore. Dispiace enormemente proprio per questo ma non possiamo far altro che inghiottire la sconfitta, metabolizzarla e prepararci per la prossima sfida”.

Capitan Marcantoni parla a nome di tutta la squadra: “dopo un primo tempo equilibrato, siamo rientrati male e ci siamo abbassati troppo fino a concedere un gol che si poteva evitare. Poi siamo cresciuti moltissimo e, nonostante l’inferiorità numerica, siamo riusciti a pareggiare. Il gol subito a trenta secondi dalla fine è qualcosa di inspiegabile, una mazzata dal punto di vista psicologico alla quale, già da domani, saremo chiamati a rispondere”.

La sconfitta non è in sé un dramma: la classifica è, più o meno, sempre la stessa e i punti che ci dividono dalla zona play out sono sempre quattro.

Ma da stasera sappiamo una volta per tutte da quale parte guardarla: verso il basso, decisamente.

E con tanta, tanta attenzione. 

Alessandro Savi

IL TABELLINO DEL MATCH

 CLUENTINA – CASETTE VERDINI 1-2

CLUENTINA: Rocchi, Pagliarini (46’ Stacchiotti), Scoccia (64’ Foglia), Marcantoni, Menghini (80’ Cammertoni), Brandi, Mongiello, Montecchiari, Ribichini (66’ Ponzelli), R. Mancini, Cappelletti (46’ Salvati).

Allenatore: Pietro Canesin

CASETTE VERDINI: Grifi, Telloni, Bordi (48’ Palmucci), Lami (70’ Kakuli), Menchi, Ciurlanti, Guing, V. Russo, Ulivello (80’ E. Russo), Gentilucci (85’ Malaccari), Romanski.

Allenatore: Roberto Lattanzi

Reti: 65’ V. Russo (CV), 96’ R. Mancini (CL), 97’ Kakuli (CV).

ARBITRO: Jacopo Alfonsi (San Benedetto del Tronto)

ASSISTENTI: Michele Pio Rinaldi (Macerata), Samuel Gasperi (San Benedetto del Tronto)

SPETTATORI: circa 200.

NOTE: Espulso al 65’ Rocchi (CL) per proteste.

CLUENTINA, CHE PECCATO!


Biancorossi avanti con Ribichini e riacciuffati a cinque minuti dalla fine
Canesin: “Le nostre occasioni nel finale di gara dimostrano la mentalità vincente di questa squadra”
Roberto Mancini: “E’ stata durissima ma guardiamo avanti”


Finisce in parità una gara non bella ma intensa ed emozionante dal primo all’ultimo minuto. Entrambe le squadre hanno in realtà molto da recriminare: l’Elpidiense Cascinare per il rigore fallito nel primo tempo e le grandi parate di Rocchi nel secondo, la Cluentina per non essere riuscita a gestire un vantaggio durato oltre cinquanta minuti e per aver fallito tre clamorose occasioni nel finale. La prima emozione del match arriva al 13’ quando un cross dalla sinistra di Giandomenico colpisce il braccio di Ribichini che stava saltando: per Ricciarini è calcio di rigore ma c’è il forte sospetto di un precedente tocco con la mano di un attaccante in maglia bianca. Cuccù va sul dischetto e calcia alla destra di Rocchi che intuisce e respinge. Al 16’ la prima occasione della Cluentina la firma Trobbiani con un tiro da fuori area che finisce alto. Al 20’ bella girata al volo di Cuccù che sfiora il palo. Al 23’ Cappelletti entra in area, su di lui si avventa Mandorlini che lo aggancia e lo stende ma l’arbitro è lontanissimo e non può far altro che lasciar correre. Al 34’ altro errore della terna arbitrale che non segnala una posizione di fuorigioco di Cuccù il cui tiro viene miracolosamente intercettato da Brandi a pochi centimetri dalla linea di porta. Nonostante le occasioni più pericolose siano fin qui ad appannaggio dell’Elpidiense Cascinare, la gara è tutt’altro che un monologo dei padroni di casa; al contrario, la Cluentina è costantemente sul pezzo, costruisce gioco e non si limita a sfruttare le ripartenze tanto che il gol di Ribichini al 41’ non è affatto una sorpresa: l’attaccante biancorosso è bravissimo ad approfittare di una uscita alta piuttosto incerta di Pedol che, disturbato da un compagno di squadra, perde il pallone su cui “Furia” si avventa siglando il suo terzo gol stagionale in maglia biancorossa. Cinque minuti più tardi Andrea Mancini da calcio piazzato offre un cioccolatino a Brandi che schiaccia di testa chiamando Pedol ad una strepitosa deviazione in corner. Nel frattempo la Cluentina ha perso per infortunio Tommaso Trobbiani (probabile nuovo stiramento, al suo posto è entrato Mongiello al 40’) e dovrà rinunciare anche a Ribichini (fastidio all’adduttore) sostituito da Giaconi al 56’ i quali si aggiungono al forfait degli squalificati Menghini e Marcantoni. Dal canto suo, mister Rossi fa entrare tutte le bocche da fuoco che ha a disposizione schierando la squadra con quattro attaccanti ma il gioco resta sempre piuttosto asfittico, con lunghi lanci a cercare soprattutto Cuccù e Cingolani controllati ottimamente da Brandi e Foglia. La Cluentina è costretta a difendersi e ad abbassarsi pericolosamente tanto che Canesin decide di irrobustire la difesa con tre cambi simultanei al 70’: fuori lo stremato Cappelletti per Cammertoni, dentro Scoccia al posto di Stacchiotti e sostituzione precauzionale per l’ammonito Andrea Mancini che viene avvicendato da Montecchiari. Il vero limite dei biancorossi nel secondo tempo sta nel non riuscire quasi mai a ripartire nonostante gli spazi che, giocoforza, si aprono con un avversario nettamente sbilanciato: fa eccezione una straordinaria fuga in velocità sulla fascia destra di Mongiello che serve Cammertoni il quale perde l’attimo propizio per calciare o, indifferentemente, servire il pallone al centro dell’area. Quand’è così il Dio del calcio spesso ti punisce e, puntualmente, arriva il gol del pareggio fermano che è un capolavoro del sempreverde Amadio da calcio di punizione: staffilata da sinistra a destra con il pallone che, prima di infilarsi nell’angolino basso, passa attraverso una selva di gambe (85’). Due minuti più tardi la squadra di casa ha l’occasione per punire severamente (troppo!) la Cluentina ma il colpo di testa del solito Cuccù viene deviato in corner da Rocchi che compie il secondo miracolo della giornata. Al minuto 88’ l’Elpidiense Cascinare resta in dieci: sul poderoso scatto sulla fascia destra di Roberto Mancini, Orazi non può far altro che commettere fallo da ultimo uomo: rosso diretto per il difensore peraltro già precedentemente ammonito. Adesso gli spazi diventano vere e proprie praterie sulle quali i giocatori della Cluentina – che non ha affatto perso la voglia di vincere – costruiscono due occasioni clamorose per riportarsi in vantaggio: la prima è di Scoccia che ha il grande merito di farsi trovare pronto al limite dell’area per raccogliere l’assist di Cammertoni (tiro fiacco parato da Pedol), la seconda è del bravo Roberto Mancini che è lesto ad imbastire la ripartenza ma sbaglia incredibilmente l’appoggio al centro per i compagni accorrenti. Finisce così ed è un vero peccato. Roberto Mancini, oggi uno dei migliori tra i biancorossi, commenta così il risultato: “fa davvero male subire il gol del pari a cinque minuti dalla fine però il risultato è giusto. È stata una partita dura, combattuta per 95 minuti senza esclusione di colpi”. Troppo bassi nel secondo tempo: paura di vincere? “Assolutamente no, dopo le loro sostituzioni e l’inserimento di altri due attaccanti, la partita richiedeva questo, non poteva certamente esserci un altro tema tattico. Tuttavia abbiamo avuto diverse occasioni per riportarci in vantaggio sia in parità che in superiorità numerica e questo è un grande rimpianto”. Il fallo su Cappelletti è apparso piuttosto evidente: “ero ad una decina di metri e per me era rigore perché il difensore ha agganciato la gamba di Riccardo ma non aggrappiamoci a questo perché l’arbitro è stato bravo. Pensiamo a noi e alle prossime battaglie che ci aspettano”. Canesin: “era la partita maschia che ci aspettavamo in cui le mezze palle e gli episodi fanno la differenza. L’abbiamo interpretata bene tanto che le loro occasioni del primo tempo sono state quasi tutte casuali con Rocchi rimasto inoperoso ad eccezione della gran parata sul calcio di rigore. Nel secondo tempo hanno messo in campo tanti attaccanti e, di conseguenza, tante palle alte a cercarli, poi noi abbiamo fallito la possibilità per chiudere la gara e abbiamo subìto il gol su un calcio di punizione che avremmo potuto evitare di concedere. Infine abbiamo avuto tre occasioni clamorose nel finale che stanno a dimostrare che la squadra questa partita la voleva vincere ad ogni costo”. Tutti bravi oggi ma un plauso speciale alla difesa sei disposto a concederlo? “sai che non amo parlare dei singoli ma da oggi so che posso nuovamente contare su Pagliarini che è tornato in gran forma, su Foglia che è la solita certezza, su Brandi che sta facendo un percorso di crescita impressionante così come su Stacchiotti che ho sostituito per dispormi a cinque ed inserire Scoccia che, infatti, si è trovato di fronte alla porta: tutti bravissimi”. Un pari che a livello di classifica non cambia praticamente nulla: “siamo sempre in quella via di mezzo e ancora non riusciamo a dare una spallata a questo campionato. Ma forse il percorso nostro è questo ed è fatto di piccoli passi.” ELPIDIENSE CASCINARE – CLUENTINA 1-1 ELPIDIENSE CASCINARE: Pedol, Mandorlini (75’ Orazi), Marcantoni (60’ Amadio), Catinari (70’ Garbuglia), D. Salvati, Tarulli, Giandomenico, Marozzi, Cingolani, Cuccù, Rapaccini. Allenatore: Adolfo Rossi CLUENTINA: Rocchi, Stacchiotti (70’ Scoccia), Pagliarini, R. Mancini, Foglia, Brandi, Cappelletti (70’ Cammertoni), Trobbiani (40’ Mongiello), Ribichini (56’ Giaconi), A. Mancini (70’ Montecchiari), M. Salvati. Allenatore: Pietro Canesin MARCATORI: 41’ Ribichini (CL), 85’ Amadio (EC). ARBITRO: Luca Ricciarini (Pesaro) ASSISTENTI: Serafino Marcheo (Ascoli Piceno), Francesco Buttafoco (San Benedetto del Tronto) SPETTATORI: circa 100 NOTE: espulso al 88’ Orazi (EC) per fallo da ultimo uomo. Al 13’ rigore fallito da Cuccù (EC).

Alessandro Savi

APRE “MENGO” E CHIUDE “MARCA”: VINTA LA PRIMA DI UNDICI BATTAGLIE

La classifica torna a sorridere ma non bisogna mollare di un centimetro


Canesin: “Alcune partite bisogna giocarle bene, altre bisogna vincerle e basta”

Il presidente Marcolini: “Avanti così senza guardare in faccia nessuno”


Dopo le pesanti sconfitte in casa contro la Sangiorgese e in trasferta a Matelica, era necessario rialzare la testa per non rischiare di vivere pericolosamente questo nuovo campionato che, solo per convenzione, si fa chiamare girone di ritorno.

Pesava come un macigno sulla testa dei ragazzi soprattutto l’insolita mole di reti incassate negli ultimi centottanta minuti, ben sette, a fronte di un solo, effimero gol realizzato nello spumeggiante avvio di sabato scorso a casa della principessa del campionato: occorreva dunque una reazione e, soprattutto, occorrevano i tre punti contro un’Appignanese che una settimana fa aveva sfiorato l’impresa nel match casalingo con il ben più quotato Corridonia.

Che sarebbe stata una partita “sporca” lo sapevano tutti.

Lo sapeva Canesin – che in settimana ha catechizzato i suoi ragazzi – e lo sapeva tutto l’ambiente giacché la squadra (o, meglio, le squadre) di Cantatore fanno della fisicità e dell’aggressività le armi più incisive di cui servirsi, talvolta per sopperire ad una qualità non propriamente eccelsa.

Era difficile tuttavia immaginare un inizio così arrembante da parte di una compagine che, solo occasionalmente nel corso dell’intera stagione, era riuscita a staccarsi dall’ultimo posto in classifica.

Non c’è stata affatto una sequela di opportunità dei mobilieri, anzi: a dire la verità non c’è proprio stato un tiro in porta degno di essere raccontato ad eccezione dell’occasione – peraltro in nettissimo fuorigioco non ravvisato dall’assistente dell’arbitro – capitata tra i piedi di Carboni al 29’ con palla sparata alle stelle ma, questo sì, una sorta di “tamburello” condito da tanta aggressività che ha messo in difficoltà la Cluentina, incapace per oltre trenta minuti di mettere il naso nella metà campo avversaria.

Poi, come spesso avviene, un episodio cambia l’inerzia delle cose.

Siamo al 42’ quando Mongiello, da calcio piazzato laterale, scodella un pallone insidioso in area all’altezza del secondo palo sul quale Ribichini è piuttosto incerto: ne approfitta Menghini che, come un bomber di razza, si avventa sul pallone in spaccata ed infila Pettinari.

Il vantaggio non cambia le carte in tavola e l’Appignanese continua a macinare un gioco sterile quanto si vuole ma pur sempre potenzialmente pericoloso mentre i biancorossi lo subiscono.

Al rientro dagli spogliatoi Cantatore lascia sotto la doccia gli spenti Pierantonelli e Carboni per inserire Gesuelli e Raponi senza modificare l’assetto tattico della sua squadra mentre Canesin preferisce lasciare le cose come stanno e, in definitiva, anche i primi minuti della ripresa scorrono all’insegna della continuità.

Poi il Dio del calcio decide che è il momento propizio per un altro episodio-chiave: al 52’ una palla innocua si insinua tra Menghini e Pistelli con il primo che si abbassa per colpire di testa ed il secondo che, imprudentemente, nel tentativo di arpionarla, alza troppo la gamba e colpisce al volto il difensore biancorosso: l’arbitro è a due passi e non ha alcuna esitazione nell’estrarre il cartellino rosso ai danni dell’attaccante dell’Appignanese.

Ma anche in dieci i mobilieri continuano a tenere in mano il pallino del gioco e la Cluentina resta ancora contratta; Canesin toglie Mongiello (che non ha ancora i novanta minuti nelle gambe) ed inserisce Salvati poi opera un duplice cambio: fuori Stacchiotti e Ribichini, dentro Giaconi e Andrea Mancini.

Mentre il primo dei subentrati assicura maggior profondità sulla fascia destra, il secondo accende letteralmente la luce.

Non passa neanche un minuto che il fantasista biancorosso smista un pallone sulla trequarti, si accentra per dare l’impressione del tiro quindi serve l’accorrente Marcantoni che, dalla destra, scaglia un diagonale che trafigge ancora Pettinari.

Il doppio vantaggio di fatto chiude la partita e spegne le residue energie degli ospiti che, nel corso dei minuti di recupero, si rendono protagonisti di molteplici falli di frustrazione tra i quali un’entrata con il piede a martello di Fagiani su Marini, estremamente pericolosa ed incredibilmente non sanzionata dal direttore di gara.

Poi, dopo un extra time di oltre sette minuti, Tasso fischia la fine e si può tornare a gioire e a sorridere guardando una classifica sempre drammaticamente corta, ma decisamente più incoraggiante.

Marco Menghini si gode il primo gol stagionale ma, come sempre, parla della sua squadra: “una sola vittoria nelle ultime quattro partite era un bottino magrissimo quindi sono contento per il gol ma principalmente perché ci è estremamente utile per tirarci fuori da un brutto momento”.

Gli fa l’eco Matteo Scoccia, compagno di reparto oggi tornato titolare: “la partita richiedeva un certo tipo di atteggiamento: stare sul pezzo, sempre concentrati, non cedere alle loro eventuali provocazioni e provare a ribattere colpo su colpo. Sapevamo perfettamente che sarebbe andata così, che sarebbe stata una gara sporca e l’abbiamo affrontata bene. È importantissimo il clean-sheet anche alla luce del fatto che, recentemente, abbiamo sempre subìto gol all’inizio dei secondi tempi”.

Prima rete stagionale anche per il capitano Davide Marcantoni: “felicissimo anche perché ha praticamente chiuso la gara e ci ha dato fiducia per affrontare il finale a testa alta: è la nostra prima vittoria stagionale con due gol di scarto”. Ti aspettavi una partita così difficile? “Assolutamente sì, il mister ci aveva preparato bene. Sono una squadra che ti fa giocar male e contro la quale fai una fatica tremenda ad imporre le tue caratteristiche: da questo punto di vista il gol di Mengo è stato provvidenziale perché ha cambiato l’inerzia.”

Il presidente Massimiliano Marcolini aveva chiesto una reazione dopo l’ultima sconfitta casalinga ed è arrivata oggi, a distanza di due settimane: “tre punti d’oro che valgono come sei. Era uno scontro diretto ed è normale che partite di questo genere siano tese, nervose e difficili da interpretare. In talune fasi della gara forse ci siamo lasciati trascinare nei loro tranelli ma, quando siamo riusciti a far emergere le nostre qualità, li abbiamo colpiti e abbiamo conquistato una vittoria tutto sommato meritata”. D’ora in avanti saranno almeno altri otto scontri diretti, eccezion fatta per squadre con ambizioni importanti come Centobuchi e Castelfidardo? “Ogni gara per noi è una finale che ci può portare punti utili per la salvezza quindi non dobbiamo guardare in faccia nessuno e pensare a fare più punti possibili il prima possibile. Poi penseremo solo a divertirci”. 

Pietro Canesin è provato ma visibilmente soddisfatto: “ci sono partite in cui è importante giocare bene per vincerle ed altre che bisogna vincerle e basta: oggi per noi era fondamentale spezzare il momento difficile che stavamo attraversando e portare a casa tre punti che valgono doppio”. Avevi preparato perfettamente i tuoi ragazzi ad una gara sporca, difficile: quanta sofferenza, però, soprattutto nel primo tempo: “sì, è così tutte le volte che incontriamo squadre che giocano a “tamburello” e dotate di una fisicità nettamente superiore alla nostra; ha influito, inoltre, la condizione psicologica in cui l’abbiamo approcciata, le due sconfitte consecutive, l’importanza della posta in palio. Se avessimo perso oggi avremmo finito inevitabilmente per interpretare le prossime sfide in maniera completamente diversa, inguaiandoci pericolosamente. Per contro, la vittoria ha un peso specifico gigantesco per la classifica, per la testa e per il morale”.

Bocche cucite nello spogliatoio dell’Appignanese che lascia al dirigente Capomasi l’analisi della gara: “peccato perché meritavamo di più, soprattutto per quanto fatto nel corso del primo tempo. Poi l’espulsione di Pistelli, quantomeno discutibile, ha di fatto chiuso i giochi. Andiamo avanti fiduciosi per le gare che ci aspettano con la consapevolezza che abbiamo una squadra giovane che non smetterà mai di credere nella salvezza fino all’ultimo minuto dell’ultima partita”.

CLUENTINA – APPIGNANESE

CLUENTINA: Rocchi, Stacchiotti (70’ Giaconi), Scoccia, Marcantoni, Menghini, Brandi, Mongiello (56’ Salvati), Trobbiani (75’ Pagliarini), Ribichini (70’ A. Mancini), R. Mancini, Cappelletti (79’ Marini).

Allenatore: Pietro Canesin

APPIGNANESE: Pettinari, Picchio, Fagiani, Tarquini, Giampaoli (73’ Marcolini), Argalia, Pierantonelli (46’ Gesuelli), N. Gagliardini (84’ E. Gagliardini), Pistelli, Medei, Carboni (46’ Raponi).

Allenatore: Francesco Cantatore

MARCATORI: 42’ Menghini, 71’ Marcantoni.

ARBITRO: Francesco Tasso (Macerata)

ASSISTENTI: Andrea Belogi (Ancona), Pierpaolo Silvestri (Ascoli Piceno)

SPETTATORI: circa 100 NOTE: espulso al 52’ Pistelli per gioco falloso e Edoardo Gagliardini dopo il fischio finale.